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Quando cambia l’ora solare 2020: lancette avanti o indietro?

Di Anton Filippo Ferrari
Pubblicato il 19 Ott. 2020 alle 15:53
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Immagine di copertina

Quando cambia l’ora solare 2020: lancette avanti o indietro?

Quando cambia l’ora solare nel 2020? Ci siamo quasi: nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2020 bisognerà spostare le lancette dell’orologio indietro di un’ora, dalle tre alle due, salutando per il momento l’ora legale, che invece tornerà domenica 29 marzo 2021. Col cambio dell’ora farà buio prima alla sera ma ci sarà più luce al mattino. Ma vediamo tutte le informazioni nel dettaglio.

Quando cambia l’ora

Il prossimo cambio d’ora (dalla legale alla solare) ci sarà nella notte fra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2020, quando le lancette andranno spostate un’ora indietro, dalle ore 3 alle ore 2 di notte. L’ora solare resterà in vigore fino all’ultimo weekend del mese di marzo 2020: il prossimo cambio d’ora è previsto infatti la notte tra sabato 27 e domenica 28 marzo 2021. Per sei mesi le giornate saranno quindi più corte, cioè ci sarà più luce al mattino ma farà buio prima e si potrà anche dormire un’ora in più rispetto ai mesi estivi.

Ultimo cambio?

Quello di questo weekend potrebbe essere l’ultimo cambio da ora legale ad ora solare e viceversa. Da tempo, infatti, si discute a livello europeo di una possibile abolizione del cambio d’ora. Nel 2018 era stata avanzata la proposta di abolizione del cambio dell’ora, fortemente voluta dai paesi del Nord Europa, con il lancio di un sondaggio nel quale veniva chiesto ai cittadini dell’Unione Europea se volessero o meno tenersi l’ora legale. A tale quesito risposero più di 4,6 milioni di persone: l’84 per cento chiedeva che il cambio dell’ora venisse abolito, mantenendo solo l’orario naturale e quindi l’ora solare. Il motivo della richiesta risiede nel fatto che mentre in paesi come la Spagna o l’Italia l’ora legale allunga effettivamente le giornate, al Nord, dove le giornate sono più estese, tale “mossa” non produce alcun beneficio. Tuttavia, nella discussione che è seguita alla Commissione Europea non si è raggiunta una decisione univoca che accontentasse tutti i Paesi membri. Una risposta definitiva dovrebbe però arrivare proprio il prossimo anno. Per il momento l’Italia ha detto di no all’abolizione del cambio e ha depositato una richiesta formale per mantenere il sistema tuttora in vigore.

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