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Villafrati (Palermo), la processione si ferma davanti alla casa di un boss detenuto

Di Donato De Sena
Pubblicato il 3 Lug. 2019 alle 08:21
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Immagine di copertina

Villafrati | Palermo | Processione ferma davanti casa del boss

PALERMO PROCESSIONE CASA BOSS – Riti religiosi e grande criminalità organizzata. A Villafrati, comune di circa 3.500 abitanti in provincia di Palermo, domenica scorsa una processione si è fermata davanti all’abitazione di un boss. L’arciprete ha fermato la processione del Corpus Domini davanti alla casa di un capomafia in carcere, uno dei fedelissimi di Bernardo Provenzano, Ciro Badami. Era una sosta non prevista, che è stata decisa da don Guglielmo Bivona, che ha anche scambiato un saluto con la moglie del malavitoso detenuto.

Villafrati | Palermo | Processione ferma davanti alla casa del boss detenuto

Il maresciallo e il sindaco si sono subito allontanati dalla processione. L’episodi, ricostruito dal sito di Repubblica, è stato segnalato alla Procura, al prefetto, e all’arcivescovo di Palermo.

“Se quel sacerdote fosse stato un mio assessore lo avrei già cacciato”, ha commentato Francesco Agnello, primo cittadino di Villafrati alla guida una giunta di centrosinistra. “Io non so se il sacerdote sapesse o meno che quella è l’abitazione di un mafioso condannato: c’era la porta aperta, accanto era stato sistemato un piccolo altare. Ma non ci possono essere equivoci davanti a certe situazioni. E Villafrati ha fatto ormai da anni delle scelte chiare, che non cambieranno di certo per i comportamenti di poche persone”.

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Come spiega Salvo Palazzolo su Repubblica, Ciro Badami era stato arrestato nel 2005, con il cugino Pasquale e il fratello Salvatore: i tre facevano parte della rete di comunicazione dell’allora latitante Provenzano. Dieci anni dopo, poi, un altro arresto: Badami era diventato punto di riferimento per gli affari dell’organizzazione Cosa nostra sul suo territorio.

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