Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 15:18
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

Arriva il sì al Ponte sullo Stretto ma non si farà con i soldi del Recovery

Immagine di copertina
Modello del Ponte sullo Stretto Credits: Twitter

Arriva il via libera al Ponte sullo Stretto di Messina, ma fuori tempo massimo per essere finanziato con i fondi del Recovery. La commissione di tecnici istituita dall’ex ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli e confermata dal successore Enrico Giovannini, fa tornare centrale il tema della grande opera più discussa di sempre.

Nella relazione approvata venerdì 30 aprile dal gruppo di lavoro coordinato dal direttore dell’unità di missione del ministero Giuseppe Catalano, c’è il sostanziale ok a un collegamento stabile, con l’indicazione favorevole su due progetti e un terzo “di riserva”. Dopo ben otto mesi la commissione ha prodotto un complesso report – 200 pagine, 50 grafici e 50 tabelle – che è ora sul tavolo del ministro Giovannini, pronto a farla valutare al premier Mario Draghi.

Resta però da sciogliere la questione dei finanziamenti. L’opera non è stata inserita nel Recovery plan, anche per una questione di tempi. Come ha spiegato il ministro Giovannini, “Per le regole del Pnrr entro il 2026 i lotti devono essere in esercizio, fruibili. Quella data non è negoziabile”. Ci sono alcune strade: il project financing, la concessione a privati che assorbirebbero i costi con l’introito dei pedaggi. Il primo progetto, – prosegue Repubblica – con uno stato di elaborazione più avanzato, è quello a unica mandata già portato avanti dalla società Stretto di Messina, in liquidazione dal 2013, che aveva individuato come general contractor il consorzio Eurolink capeggiato da Impregilo (oggi Webuild).

Un progetto attorno al quale, dopo lo stop all’opera voluto dall’ex premier Monti, si è aperto un contenzioso da 700 milioni. La novità attuale è che i tecnici danno il lasciapassare anche per un progetto alternativo: un ponte a tre mandate lungo 3,2 chilometri.

Leggi anche: Salvini: “Ponte sullo Stretto? Potrebbe essere intitolato a Draghi”

Ti potrebbe interessare
Cronaca / Ischia, il cane della famiglia rimasta vittima della frana ritrovato salvo in auto: “Aspettava i padroni”
Cronaca / Inquilino sfrattato, occupa casa e la distrugge: rinviato a giudizio
Cronaca / Ultras del Napoli pronti ad aiutare gli ischitani nei soccorsi, la Digos li blocca: “Pericolo sciacallaggio”
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Ischia, il cane della famiglia rimasta vittima della frana ritrovato salvo in auto: “Aspettava i padroni”
Cronaca / Inquilino sfrattato, occupa casa e la distrugge: rinviato a giudizio
Cronaca / Ultras del Napoli pronti ad aiutare gli ischitani nei soccorsi, la Digos li blocca: “Pericolo sciacallaggio”
Cronaca / Torino, si arrampica sulla finestra e precipita dal primo piano: grave un bimbo di 18 mesi
Cronaca / Genova, ustiona il cognato con l’acqua bollente: “È stato maleducato, ha lavato i piatti”
Cronaca / Vandali distruggono la statua di Jago a Roma, l’artista: “Fortuna che c’erano le telecamere” | VIDEO
Cronaca / “I giorni più duri della mia vita”: Alessia Piperno rivive il periodo di prigionia nel carcere di Evin
Cronaca / Roma, aggressione in pieno centro: fingono un tamponamento, poi gli rubano l’orologio da 30mila euro
Cronaca / Marco Cappato di nuovo indagato per aiuto al suicidio: ha accompagnato in Svizzera un 82enne
Cronaca / La suocera di Soumahoro indagata anche per truffa aggravata e false fatturazioni