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“Martina Rossi non stava sfuggendo a uno stupro quando morì”: assolti i due imputati

Di Giovanni Macchi
Pubblicato il 9 Giu. 2020 alle 19:06 Aggiornato il 9 Giu. 2020 alle 19:12
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Immagine di copertina

Alessandro Albertini e Luca Vanneschi, accusati nel processo per la morte di Martina Rossi per tentata violenza sessuale di gruppo, sono stati assolti in appello dopo che in primo grado erano stati condannati a 6 anni ciascuno per tentata violenza e per omicidio come conseguenza di altro reato.

Martina Rossi venne trovata morta il 3 agosto del 2011 dopo essere precipitata dal terrazzino al sesto piano dell’Hotel Santa Ana di Palma de Mallorca, aveva 20 anni. Secondo quanto affermato dall’accusa la studentessa stava cercando di fuggire da un tentativo di stupro. A novembre del 2019 l’accusa di morte come conseguenza del tentativo di violenza sessuale fu estinta per prescrizione. Restava quindi da decidere sulla tentata violenza, reato per il quale i due erano stati condannati in primo grado a 3 anni. Sentenza ribaltata in appello

In seguito al verdetto, il padre della vittima ha dichiarato: “Hanno infangato l’onore di Martina. Martina non c’è più e non c’è più neanche la giustizia, non so cosa pensare”. Il processo in Appello si sarebbe dovuto concludere a marzo, ma è stato posticipato a causa dell’emergenza sanitaria.

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