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Lettera di un giornalista campano a De Luca: ecco perché a Napoli si può anche morire nei bagni

Di Redazione TPI
Pubblicato il 15 Nov. 2020 alle 17:16 Aggiornato il 15 Nov. 2020 alle 17:21
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Riportiamo integralmente la lettera che il giornalista Francesco Amodeo ha pubblicato sul suo sito, indirizzata al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.

Gentile governatore De Luca,
ieri in conferenza stampa l’ho sentita parlare di miracoli. Ha detto che in Campania ci sono migliaia di operatori sanitari in meno rispetto ad altre regioni. E quindi abbiamo fatto più di quanto si potesse fare con un personale sanitario estremamente sottodimensionato. Si rende conto della vergogna sottintesa in quelle parole? Una sua vergogna, aver lasciato i cittadini campani in balia di miracoli, perché non si è stati in grado di adeguare il servizio sanitario regionale.

E lo sa perché lei non è stato in grado di rafforzare la sanità e assumere personale per mettere in sicurezza i campani? Glielo spiego subito. Lei fa parte di un partito, che in nome della sudditanza all’Europa, ha preteso che i cittadini rispettassero assurdi vincoli europei ed il pareggio di bilancio, sottostando alle politiche di austerity che l’hanno costretta ad indicibili tagli proprio nel settore sanitario. E sa perché lei ha migliaia di operatori sanitari in meno rispetto alle regioni con più entrate della nostra? Perché quel pareggio di bilancio, a livello regionale, la obbliga a rispettare il patto di stabilità interno.

In pratica lei non può spendere per i propri cittadini se non ha un corrispettivo in entrate. La Campania ha meno entrate della Lombardia e questo si traduce in meno ospedali, meno terapie intensive, meno personale e più bisogno per i cittadini di affidarsi ai miracoli. Perché in caso di emergenza sanitaria, quello di San Gennaro, da solo, non basta più. Mi dica, allora, cavaliere senza macchia e senza paura, quand’è che lei si è opposto a questi meccanismi ed in nome della messa in sicurezza dei propri cittadini, ha deciso di sforare quei parametri? Non lo ha mai fatto.

Non ha ritenuto doveroso farlo, quando calamità naturali hanno colpito la nostra regione. Non lo ha fatto quando la terra dei fuochi da bonificare faceva più morti della pandemia. Non lo ha fatto per assumere personale medico. E non lo ha mai fatto neanche in condizioni estreme. Lo dimostra il fatto che un mese fa, in piena emergenza sanitaria, lei sospendeva i fondi ai centri sanitari convenzionati, costringendo i cittadini esenti, per reddito o per patologia (ossia i troppo poveri o i troppo malati) a rimandare per mesi prestazioni diagnostiche o a riversarsi negli ospedali magari finendo distesi dentro ad un bagno.

Lei ha parlato di sciacallaggio, perché qualcuno ha ripreso una persona morta in un bagno del pronto soccorso. Convengo con lei che potrebbe succedere ovunque. Ma lo sa che in Campania quella persona è stata più fortunata di altre? In ospedale poteva almeno essere salvato. Il fratello di mio cognato, invece, è morto nel bagno di casa perché il 118 non è mai arrivato e nel primo ospedale dove l’hanno trasportato, al pronto soccorso non l’hanno mai fatto entrare. Può accadere anche questo, se abbiamo migliaia di operatori sanitari in meno ed i miracoli non avvengono. Ce la prenderemo con San Gennaro.

L’importante è che lei ed il suo partito anche quest’anno abbiate dato all’Europa 6 miliardi di euro in più rispetto a quelli che ci tornano indietro. Tanto si ricomincia da 3, quel vincolo del 3 per cento che lei non ha mai avuto le palle di sforare. P.S. Se non vuole relazionarsi solo con i pentastellati. Io sono qui per un confronto pubblico. Non si sa mai, che lei dopo aver appreso certe cose, abbia un’obiezione di coscienza. In fondo ci ha insegnato a credere ai miracoli.

Francesco Amodeo

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