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Le tolgono lo stomaco per errore, donna ridotta a uno scheletro

Le avevano detto che aveva un tumore maligno, ma la diagnosi era sbagliata

Di Maria Teresa Camarda
Pubblicato il 13 Set. 2019 alle 14:21
Immagine di copertina

Le tolgono lo stomaco per errore

Le tolgono lo stomaco per errore, una donna è ridotta oggi a uno scheletro. Le avevano dato una “diagnosi di tumore maligno” che si è rivelata “totalmente sbagliata”. È accaduto nel 2016 ad una 53enne di Monza, madre di tre figli, che lavora in una ditta di ristorazione.  Per quell’operazione sono finiti a processo due chirurghi dell’Irccs Multimedica di Sesto San Giovanni.

Un intervento non necessario che secondo la Procura di Monza ha provocato alla donna una “malattia certamente o probabilmente insanabile”, la perdita dello stomaco.

“Ridotta ormai ad uno scheletro vivente, sono stata dimessa e rimandata a casa”, racconta la vittima. Un “calvario” dal quale è derivato, come ha spiegato lei stessa, “una vera e propria brutale, indegna ed ingiustificabile, sul piano scientifico, mutilazione”.

“Giammai – scrive la donna nella denuncia del 30 giugno 2016 – avrei immaginato di ritrovarmi nello stato di assoluto sconforto e di prostrazione fisica e psichica, come quello in cui verso ora”.

Le hanno detto che aveva un tumore

Tutto è iniziato con un incidente stradale, il 25 marzo 2016, che ha causato alla donna alcune contusioni, un trauma cervicale e sintomi come nausea e vomito. Il 31 marzo è stata ricoverata all’ospedale di Sesto dove è stata sottoposta a vari esami tra cui una ecografia e un altro esame specifico. La diagnosi “ufficiale” è stata di ulcera gastrica.

In separata sede, al marito, però, dissero che si trattava invece di una grave forma di tumore maligno allo stomaco. “Ero distrutta”, racconta la donna.

Operata il 4 aprile, il 5 maggio ha fatto una visita nello stesso ospedale, dove è arrivata come un “cadavere ambulante” e dove le è stato detto che gli “esami istologici erano negativi” e che era “risultata afflitta esclusivamente da un’ulcera gastrica”.

E ancora, prosegue la donna: “Chiedemmo alla dottoressa del perché, in assenza di tumore alcuno, mi era stato comunque asportato lo stomaco, ricevendo da questa una laconica risposta ‘signora, la gastrectomia andava comunque effettuata per le altre patologie che la affliggevano!”. Ora la donna dovrà vivere senza stomaco.

L’inchiesta per l’operazione sbagliata

Il pm di Monza Alessandro Pepè ha disposto la citazione diretta a giudizio per lesioni colpose gravissime dei due chirurghi. La prossima udienza del processo in corso a Monza, davanti al giudice Angela Colella, è fissata per il 17 settembre.

La Multimedica spa è stata citata nel dibattimento come responsabile civile dal legale della donna, Francesco Cioppa.

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