Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 04:00
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

Addio a Laura Wronowski, ultima nipote di Matteotti: partecipò alla Resistenza come staffetta partigiana

Immagine di copertina

“Ciao Laura, ciao Partigiana. Un grande dolore”: l’associazione nazionale partigiani d’Italia saluta così Francesca Laura Wronowski De Topòr, ultima nipote di Giacomo Matteotti, morta all’età di 99 anni. Fece parte della Resistenza appena 19enne, quando entrò a far parte della brigata partigiana “Giustizia e Libertà”: da staffetta prese il nome di “Kiki”, ma per tutti era “Laura”.

Non si tirò indietro di fronte a diverse azioni anche rischiose, come la liberazione di venti prigionieri ebrei dal campo di Calvari. Nel 1951, terminata la guerra, divenne giornalista professionista.

Anche in virtù del suo lavoro ha continuato a raccontare il suo ruolo e quello in generale della resistenza partigiana nella Seconda Guerra Mondiale in diversi incontri nelle scuole.

Nel 2016, in occasione del settantesimo anniversario della Liberazione, è stata insignita dal Ministero della Difesa della Medaglia di Liberazione. Due anni più tardi ha ricevuto il Premio nazionale “Renato Benedetto Fabrizi” per l’impegno nella difesa della libertà nazionale: quell’anno ha ricevuto anche l’Ambrogino d’oro del Comune di Milano.

La sua prima attività da partigiana fu il 9 settembre del 1943, quando salì in Valfontabuona, in provincia di Genova, per scegliere una località che garantisse un minimo di sicurezza alla cellula partigiana di cui faceva parte.

Tra le sue prime azioni, consegnò al partigiano “Paolino”, un giovane macellaio, una mezza banconota da 2 lire: l’uomo aveva l’altra metà, in segno di riconoscimento.

Tra il giugno e il luglio del 1944 avvenne la liberazione del campo di concentramento di Calvari, denominato “Campo 52”: ospitava internati civili, all’inizio prigionieri inglesi, neozelandesi e africani, e successivamente anche ebrei.

Non ci fu alcuno spargimento di sangue: la Brigata, venuta a sapere che nel campo, in quel periodo, c’erano circa 30 ebrei di mezza età, intervenne con l’aiuto di due guardie e riuscì a far uscire tutti. La vita di Francesca Laura Wronowski De Topòr è stata raccontata dalla giornalista Zita Dazzi nel libro ‘Con l’anima di traverso. La storia di resistenza e libertà di Laura Wronowski’.

Ti potrebbe interessare
Ambiente / Un assaggio del mondo al contrario (di Antonio Barone)
Cronaca / Travaglio sul tentato suicidio della mamma di Sempio: “Cercano un altro morto, vermi”
Cronaca / Angela Taccia sul tentato suicidio della madre di Sempio: "Andrea è arrabbiato"
Ti potrebbe interessare
Ambiente / Un assaggio del mondo al contrario (di Antonio Barone)
Cronaca / Travaglio sul tentato suicidio della mamma di Sempio: “Cercano un altro morto, vermi”
Cronaca / Angela Taccia sul tentato suicidio della madre di Sempio: "Andrea è arrabbiato"
Cronaca / Il sociologo vicino a Orbán tra le tracce della maturità
Cronaca / L’Italia invecchia e non fa figli: a rischio lavoro, welfare e pensioni. Ma la ministra Roccella: “Ora rimediamo”
Cronaca / Smart working e calo delle assunzioni: il costo invisibile per i giovani
Cronaca / Garlasco, la mamma di Andrea Sempio ricoverata d’urgenza in ospedale: “Overdose da farmaci”
Cronaca / Sorelle scomparse in Abruzzo: "Alisya e Sarah Di Giacinto sono con un adulto"
Cronaca / “L’IA non è responsabile, lo siamo noi”: il Business Ethics Summit riunisce 70 leader per riportare l’umano al centro dell'era digitale
Cronaca / Fs Italiane: al via corse prova sulla linea AV/AC Brescia Est-Verona