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    L’allarme dei medici di famiglia: “Nel Lazio sommersi da telefonate”

    Di Lara Tomasetta
    Pubblicato il 16 Ott. 2020 alle 20:33

    Nel Lazio “siamo sommersi dalle telefonate, c’è ansia nelle persone”. Lo ha detto all’AGI Pier Luigi Bartoletti, vice segretario nazionale vicario e segretario provinciale di Roma della Federazione italiana medici di famiglia (Fimmg) nonché responsabile delle Uscar, le squadre che dovrebbero andare a cercare i positivi.

    Con l’innalzamento rapido dei casi “occorre cambiare strategia di attacco al virus, serve ad esempio una ‘guerra’ casa per casa. Andare a stanare i contagi asintomatici sul territorio e migliorare nel tracciamento”, aggiunge Bartoletti. “Se non riusciamo a correggere la tendenza è chiaro che non si può escludere il rischio coprifuoco per Roma“, aggiunge Bartoletti.

    “A livello nazionale siamo passati di colpo da 8mila casi di Covid-19 a 10mila – avverte allarmato Bartoletti – Se si alza l’onda rischiamo di avere gli ospedali intasati. Occorre quindi cambiare strategia velocemente, senza ansia, ma mettendo in campo le armi migliori. Ad esempio, serve contenere nel modo più serrato l’argine sul territorio, ovvero evitare che i pazienti più fragili vadano al pronto soccorso. Per farlo dobbiamo andare noi da loro, se positivi tracciare rapidamente i contatti e tamponare immediatamente anche loro. Nelle maglie di questa rete non devono esserci buchi altrimenti rischiamo altri focolai”.

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