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Fossano (Cuneo), il sindaco leghista chiude la fontana: “I nomadi la usano come bagno”. Poi le polemiche e la riapertura

La decisione del primo cittadino dopo che due donne sono state "sorprese a farsi il bidet"

Di Donato De Sena
Pubblicato il 6 Ago. 2019 alle 13:46 Aggiornato il 6 Ago. 2019 alle 13:53
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Immagine di copertina

Fossano, sindaco leghista chiude la fontana: Nomadi la usano come bagno

Il sindaco leghista chiude la fontana perché “nomadi la usano come bagno”: è quanto accaduto in provincia di Cuneo, precisamente a Fossano, uno dei comuni più popolosi della zona, scatenando delle polemiche.

La fontana è stata spenta poco dopo essere stata inaugurata. Il primo cittadino Dario Tallone ha spiegato di averla fatta chiudere perché “qualcuno usava la fontana come il proprio bagno privato”. Il sindaco leghista ha quindi puntato il dito contro alcune “donne nomadi sorprese a farsi il bidet”. “Un problema sanitario – ha dichiarato -, perché l’acqua viene riciclata e c’è il rischio di contrarre malattie”.

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La fontana si trova nella piazza centrale di Fossano, di fronte al castello dei Principi d’Acaja, edificio storico simbolo del comune di circa 25mila abitanti. Il castello è considerato un luogo di grande valore culturale: ospita l’Archivio Storico, con documenti risalenti fino al Duecento, la biblioteca civica, ed è inserito nel circuito Castelli Aperti del Basso Piemonte.

Immagine da Google Street View

Recentemente è stato oggetto di una riqualificazione costata mezzo milione di euro.

Dopo la chiusura, e le polemiche, il sindaco ha deciso di riattivare la fontana, con getti a pavimento, nel fine settimana, da venerdì a lunedì. “È una prova”, ha spiegato Tallone. Il sindaco ha anche annunciato che aumenterà la vigilanza nella zona. “Se si verificheranno ancora episodi del genere la chiuderemo definitivamente. Fossano va rispettata”, ha avvertito.

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