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“Fu stupro di gruppo”: il figlio di Beppe Grillo verso il rinvio a giudizio

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 20 Nov. 2020 alle 13:11 Aggiornato il 20 Nov. 2020 alle 13:15
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Immagine di copertina

“Fu violenza di gruppo”, figlio di Beppe Grillo verso il rinvio a giudizio

Quello tra il figlio di Beppe Grillo, i suoi tre amici e la studentessa 19enne italo svedese in Sardegna non fu affatto “sesso consenziente”: a ribadirlo è la procura di Tempio Pausania, che dopo 16 mesi di indagini resta ferma sulle sue posizioni e sull’accusa di “violenza sessuale di gruppo” per Ciro Grillo, Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria, i quattro rampolli della Genova bene in vacanza in Costa Smeralda. Secondo le indagini su cui si è pronunciato il procuratore Gregorio Capasso i quattro si sarebbero dati il turno per una notte ai danni della ragazza in vacanza ad Arzachena incontrata al Billionaire tra vodka e cocktails.

La ragazza, difesa dall’avvocata e ex ministro leghista del governo giallo-verde Giulia Bongiorno, avrebbe fornito negli ultimi giorni i tasselli mancanti agli inquirenti, i quali sono riusciti a ricostruire la natura del reato con un fardello tecnologico di intercettazioni, immagini, video, audio e testimonianze orali. Così pesante che i difensori sarebbero ancora occupati nell’aprire i file, tanto da aver chiesto “una proroga per le memorie difensive”. “Se continuiamo così scadono i tempi prima di riuscire ad aprire i file”, hanno spiegato. Tra due settimane spetterà al gup decidere se rinviare a giudizio, come vuole la procura, o archiviare come invece spera la difesa.

Due le versioni contrastanti sui fatti della notte sciagurata di luglio 2019 in Costa Smeralda: secondo i quattro amici genovesi, dopo la festa al Billionaire il sesso ” a turno” con la 19enne nella villa di Grillo fu consenziente, tanto che i rapporti al mattino rimasero sereni. La presunta vittima invece, che aveva conosciuto i giovani insieme a un’amica al Billionaire prima di essere condotta con lei nel villino al Pevero, sostiene di aver avuto un rapporto sessuale con uno dei quattro ma di essere poi stata violentata senza il suo consenso dagli altri tre. E che i messaggi scambiati successivamente, in apparenza “sereni”, erano solo un senso di rimozione e vergogna, come spesso accade alle vittime di stupro. Fino a quando non è riuscita a denunciare i quattro coetanei che le avrebbero “rovinato la vita”.

Leggi anche: 1. Figlio di Beppe Grillo, parla la presunta vittima di stupro: “Mi hanno fatta bere, poi hanno abusato di me a turno” 2. Il figlio di Beppe Grillo indagato per violenza sessuale di gruppo. Avrebbe stuprato una modella insieme a tre amici

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