Il ragno violino torna a fare paura. Morsa una donna in Toscana: “Ecco come mi ha ridotta”

Di Angelica Pansa
Pubblicato il 25 Ago. 2020 alle 07:51
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Immagine di copertina

Il ragno violino torna a fare paura. Morsa una donna in Toscana: “Ecco come mi ha ridotta”

Una donna di 55 anni è stata morsa dal ragno violino a Viareggio, il terribile aracnide il cui veleno ha ucciso una donna lo scorso 16 agosto a Marsala, in provincia di Trapani. La vittima fortunatamente si è accorta subito dei sintomi e ha tempestivamente contattato il medico che l’ha sottoposta ad una cura di cortisone e antibiotici. Una tragedia sfiorata che resterà solo un brutto ricordo.

La dinamica

Prima il gonfiore, poi l’arrossamento. E a distanza di qualche giorno – cinque per l’esattezza – la comparsa di quattro punti scuri e dai contorni netti sulla gamba sinistra. Nadia Cupisti, viareggina, 55 anni, si trovava nella pineta del frequentatissimo litorale toscano quando è stata morta dal Loxosceles rufescens, questo il nome scientifico del ragno violino, uno dei soli due aracnidi velenosi che vivono nel nostro Paese (l’altro è la cosiddetta vedova nera mediterranea, comunemente chiamata anche Malmignatta). “Il violinista sembra sconfitto” scrive ora la donna in un post su Facebook. A distanza di cinque giorni Nadia, grazie alle cure del medico, parrebbe del tutto fuori pericolo. 

Come riconoscere un ragno violino

Il ragno violino è un aracnide piuttosto piccolo e anonimo: misura non più di 7 millimetri e ha una colorazione giallo-marrone. Quello che lo distingue è il fatto di non avere 8 occhi come gli altri ragni ma 6, raggruppati in 3 coppie da due. Il suo nome volgare deriva invece da una macchia che ha sull’addome e che ricorda, appunto, un violino. Non è un animale aggressivo anzi, “è un animale schivo e solitario” spiega il dottor Maurizio Paolo Soave del Centro antiveleni del Policlinico di Roma e il suo morso, di per sé, non è mortale, se non in casi particolari: “non esistono dati che comprovino che il morso del ragno violino sia potenzialmente mortale per individui sani”.

Cosa fare se si viene morsi

Il Loxosceles rufescens si trova soprattutto nelle regioni centrali del Paese, come Lazio e Umbria. Se si viene morsi bisogna consultare subito un Centro Antiveleni descrivendo le circostanze, i segni e i sintomi eventualmente presenti. Nella maggior parte dei casi il morso causerà fenomeni locali di poco conto come arrossamento, prurito e irritazione e non è assolutamente necessario recarsi al pronto soccorso. In rari casi però, possono verificarsi episodi di tipo emorragico e necrotico. In questa eventualità non esistono antidoti o trattamenti farmacologici specifici ma il medico curante vi indicherà un trattamento farmacologico con antibiotici e cortisonici. “In rarissimi casi può essere necessaria la toilette chirurgica della lesione” spiega il dottor Soave. 

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