Me

Il Comune di Genova sponsorizza l’evento dello scrittore che deride le donne sfregiate con l’acido

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 8 Set. 2019 alle 16:50 Aggiornato il 9 Set. 2019 alle 17:15
Immagine di copertina
La locandina dell'evento Credit: Facebook

Il Comune di Genova sponsorizza l’evento dello scrittore che deride le donne sfregiate con l’acido

Il Comune di Genova finanzierà lo show di Davide Stasi, l’autore che afferma che “le leggi sullo stalking sono diventate arma di distrazione di massa da parte di donne astute e spregiudicate”. L’evento si chiama “Aperitivo con lo stalker” e sulla locandina c’è il logo del Comune guidato dal sindaco Marco Bucci. Si tratta di un sostegno istituzionale ad un autore controverso, che ha spesso lanciato pubblicamente messaggi offensivi nei confronti di donne vittime di violenza fisica e psicologica.

A dare la notizia il quotidiano La Repubblica, con un articolo firmato da Marco Preve.

Davide Stasi e il Comune di Genova tra i finanziatori

L’incontro, previsto per il 20 settembre nel Castello di Nervi, ha ricevuto il supporto finanziario del Municipio di Levante, quello di Francesco Carleo di Fratelli d’Italia, già indagato per apologia di fascismo a causa dei suoi post inneggianti al totalitarismo. L’obiettivo della presentazione, come si legge nel sottotitolo, è quello di denunciare come “gli uomini siano incastrati a norma di legge”.

Lo scrittore e blogger genovese Davide Stasi è il creatore di un sito, pagina Facebook e libro intitolati “Stalker sarai tu” in cui spesso si scaglia contro le donne e contro la recente legge sullo stalking.

Le pubblicazioni di Davide Stasi contro le donne

Tra gli ultimi post di Stasi sulla sua pagina Facebook ce ne è anche uno su Lucia Annibali, la donna sfregiata con l’acido dal compagno e divenuta ormai un simbolo di rinascita.

Le idee del blogger genovese

“Nella maggioranza dei casi la legge sullo stalking ha danneggiato in diversa misura persone innocenti, o persone perseguibili per altri reati che non gli atti persecutori”, spiega Stasi sulle sue pagine social.

Secondo lui, la legge sarebbe stata pensata “essenzialmente per rispondere a una pressione proveniente dalla cronaca, dalle rappresentazioni mediatiche, dalla necessità di acquisire consenso politico ed elettorale e dall’esigenza di alimentare un ricco business legato alle cause di separazione e ai cosiddetti “centri antiviolenza”.

Stasi cita poi dei dati: “Tre uomini su cinque vittime di stalking, sette su dieci di violenza fisica, quattro su cinque di violenza psicologica ed economica e due su cinque di violenza sessuale. Con una proiezione sul livello nazionale stimata in quasi 8 milioni di uomini vittime di violenza per mano femminile”. Di questa indagine non viene però citata la fonte e su internet non si trova nessun riscontro.

Le proteste sui social

Non tutti i genovesi hanno accolto positivamente l’evento. Sui social sono già partite le prime proteste e richieste al sindaco di togliere il logo ufficiale dallo show.

Fra queste quelle di un gruppo di avvocatesse, come Alessandra Volpe, membro del consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Genova.

Il contesto

Il finanziamento dell’incontro di Stasi arriva in un momento particolarmente delicato: i femminicidi sono infatti un problema sempre più serio in Italia. Il brutale omicidio di Elisa Pomarelli a Piacenza è solo l’ultimo dei casi di efferata violenza nei confronti delle donne.

La replica di Davide Stasi

Lo scrittore Davide Stasi ha commentato così la notizia sull’evento a Genova: “Le mie tesi sono ben più articolate e complesse della banalizzazione che ne viene fatta nell’articolo da voi pubblicato, ed è sufficiente compulsare qualcuno degli oltre 900 articoli del mio blog per rendersene conto. Si tratta di materia complessa che, numeri alla mano, appare fortemente inquinata da anomalie che vanno spiegate. Questo cerco di fare, con toni talvolta provocatori, non mi nascondo, ma sempre con il supporto di documentazioni ufficiali”.

Rispetto ai post su Lucia Annibale ha tenuto a precisare che “non c’era l’intenzione di scherzato sul dramma dell’On. Lucia Annibali o di altre vittime di violenza. Il post su Facebook criticava l’utilizzo strumentale e politico che Annibali faceva della propria vicenda personale per rispondere a un Tweet di Marco Travaglio. La mia era una critica al personaggio pubblico Lucia Annibali per l’uso spregiudicato, strumentale e capzioso di una vicenda personale e drammatica che nulla aveva a che fare con l’osservazione politica di Travaglio. Ne ho dedotto che, secondo la logica di Annibali, non si potesse più parlare di acido in sua presenza, ed era un modo ironico per mettere in luce la scorrettezza della deputata”.

All’autore vengono contestate ironia eccessiva e poco rispetto nei confronti delle vittime di violenza, Stasi risponde così: “Ricordo che siamo il paese dove in una trasmissione in prima serata, asseritamente satirica, si è potuto dare dei “pezzi di merda” a tutti gli uomini, specie se padri, senza che nessuno dicesse nulla. Se quello è consentito e fare una critica politica venata di ironia no, perché all’indirizzo di una donna, allora siamo davanti a un doppio standard che non può essere né spiegabile né accettabile.

Sul mio blog, che sebbene non le mandi a dire, non perde occasione per auspicare un nuovo incontro tra uomini e donne, scevro dall’influenza nefasta di ideologie e propaganda conflittuale, difficilmente si possono trovare valutazioni banalizzanti o, peggio ancora, giustificazioni alla violenza di qualunque tipo. L’obiettivo è quello di favorire una società paritaria e priva di violenza da parte di chichessia verso chichessia. E, questo sì, è ampiamente comprovabile dai miei articoli. Dal confronto di punti di vista differenti che si nutrono democrazia e libertà”.