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    Nuovo Dpcm: divieti per feste, matrimoni, movida. Ecco tutte le novità

    Controlli Credits: ANSA

    Il premier Conte vuole centralizzare le decisioni, limitando il più possibile le ordinanze regionali

    Di Veronica Di Benedetto Montaccini
    Pubblicato il 5 Ott. 2020 alle 08:22 Aggiornato il 5 Ott. 2020 alle 18:47

    Dpcm do ottobre: divieti per feste, matrimoni, movida

    Il Governo è al lavoro su un nuovo Dpcm che conterrà alcune restrizioni e verrà presentato in Consiglio dei Ministri oggi, lunedì 5 ottobre. L’obiettivo primario è tenere sotto controllo i contagi. Tra le misure ci saranno limitazioni alle feste private che potranno riguardare soltanto poche persone, battesimi e matrimoni a numero chiuso e una stretta alla movida anche se Palazzo Chigi ha escluso una chiusura dei locali. ll governo, inoltre, ristabilisce per tutti il divieto di assembramento consentendo la presenza di massimo 1000 persone all’aperto (negli stadi) e 200 al chiuso (che siano palazzetti, cinema o teatri) e lo fa limitando la responsabilità e la possibilità di intervento delle Regioni che avevano consentito deroghe (si tratta di Lombardia, Emilia, Veneto, Abruzzo e Basilicata). Ma vediamo nel dettaglio i provvedimenti:

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    Sarà confermato l’obbligo di mascherina nei luoghi chiusi, il lavaggio frequente delle mani, la distanza di sicurezza e il divieto di assembramento. Ma si è deciso di potenziare la vigilanza soprattutto nei luoghi della movida e in tutti i punti di aggregazione. Per questo, proprio come accadde a marzo, la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese ha previsto l’impiego dei soldati impegnati nell’operazione “Strade sicure” per effettuare i controlli.

    Mascherine all’aperto

    La novità più importante è l’obbligo di mascherina all’aperto su tutto il territorio nazionale. La riflessione è ancora in corso, ma il responsabile della Salute, Roberto Speranza, dall’inizio della crisi è per la linea dura e nel governo l’orientamento è favorevole, anche perché diversi presidenti di Regione hanno già emesso ordinanze per chiedere ai cittadini di coprire naso e bocca anche in strada soprattutto per evitare i contatti tra ragazzi all’uscita delle scuole e la sera nei luoghi di ritrovo. Il governo potrebbe seguire la linea del Lazio con multe per i trasgressori dai 500 ai 3.000 euro.

    Cosa dice il Dpcm sul coprifuoco

    Un lockdown generale al momento è escluso. Sono invece possibili, se i contagi dovessero salire ancora, nuove limitazioni alla libertà personale in zone circoscritte del Paese, per spegnere nuovi focolai. Per diverse ore si sono ricorse le voci sulla possibilità di anticipare la chiusura dei locali, alle 22 o alle 23. Una sorta di “coprifuoco” per scongiurare che la movida favorisca la trasmissione del virus, come è accaduto nei mesi estivi. Ipotesi seccamente smentita da fonti di Palazzo Chigi che all’Agi hanno fatto sapere che “Non c’è nessuna intenzione da parte del governo di chiudere ristoranti, bar e locali come si legge su alcune testate, né di anticiparne l’orario di chiusura introducendo di fatto un coprifuoco”.

    L’altro tema che di certo i ministri affronteranno è quello delle feste private, che secondo gli esperti del Comitato tecnico scientifico vanno regolamentate e limitate nei numeri. Gli ingressi nei negozi saranno sempre contingentati a seconda degli spazi, i ristoranti dovranno rispettare il distanziamento e le discoteche resteranno chiuse.

    Viaggi e trasporti

    Sarà aggiornata la lista dei Paesi a rischio. La Grecia, che ha visto un importante calo dei contagi, uscirà dall’elenco, mentre Francia e Spagna, che hanno numeri impressionanti, di certo vi resteranno. La linea della “massima prudenza” seguita dal Comitato tecnico scientifico e dal ministro Roberto Speranza porterà il governo ad aumentare il livello di precauzione, fino all’arrivo del vaccino. Saranno prorogate le misure di sicurezza su aerei, treni e navi. La capienza dei trasporti pubblici locali resta fissata all’80 per cento dei posti.

    Divertimento: cosa succederà per stadi e spettacoli

    Un passaggio delicato riguarda la limitazione del pubblico all’aperto e al coperto. I presidenti delle Regioni, con le loro ordinanze, hanno allentato i limiti imposti dall’ultimo decreto e il governo è determinato ad assestare una stretta, che riguarderà spettacoli, sport e non solo. All’aperto non sarà possibile riunire più di mille persone alla volta, rigorosamente distanziate: una misura che riguarda le manifestazioni di piazza, ma anche lo sport. Il governo sul calcio non cambia idea, il limite per gli stadi resta a 1.000 spettatori. Al chiuso (cinema, teatri, sale da concerto) sarà tassativamente vietato superare il limite di 200 persone e questa misura riguarda anche le iniziative private, come i matrimoni. La riduzione dei posti nelle sale preoccupa gli addetti ai lavori. L’Agis ha scritto a Conte e al ministro Franceschini, chiedendo che non si metta “in ginocchio un settore già gravemente colpito dalla pandemia”.

    Il momento è delicato

    Con i contagi giornalieri a quota 2.578 casi, l’Esecutivo è “al lavoro per evitare un nuovo lockdown che non dobbiamo permetterci”, spiega il ministro della Salute Roberto Speranza, che assicura: “Vogliamo tenere le scuole aperte nonostante ci saranno ulteriori contagi”.

    I numeri dei positivi a scuola non sembrano preoccupare la ministra Azzolina, che oggi ha ribadito l’effetto “marginale” della riapertura delle scuole sull’epidemia, così come sostenuto da diversi esperti, ma che avverte: “Non dobbiamo abbassare la guardia, anzi: per proteggere le scuole ricordiamoci di essere prudenti soprattutto fuori da scuola”. Il primo vero bilancio sui contagi nelle scuole, ha affermato Azzolina a La Stampa “arriverà a metà ottobre”, circa un mese dopo l’apertura della maggior parte degli istituti scolastici del Paese.

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