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Corridoi umanitari, 54 siriani arrivati a Fiumicino via aereo: “Così si smonta la retorica sui migranti”

Di Valerio Nicolosi
Pubblicato il 29 Mar. 2019 alle 10:47 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 02:40

“Mio marito è andato via senza dirmi nulla, sono rimasta sola con i miei figli e da quel momento ho vissuto con un’amica. Poi siamo scappate dalla guerra e siamo andate in Libano. Sono una cuoca ma senza un uomo la vita è stata difficile, spesso ero vittima di molestie”.

Questa è una delle tante storie che le persone atterrate a Fiumicino si portano dietro. Prima la guerra, poi la vita nei campi profughi in Libano, una vita sospesa dove è impossibile tornare indietro ed è difficile andare avanti. Tra questa storie c’è anche chi ha provato la via del mare, verso Cipro, ma loro figlio è annegato e loro sono stati riportati indietro.

Invece stavolta, grazie al progetto dei Corridoi Umanitari, si viaggia in sicurezza con un aereo di linea da Beirut a Roma. Il progetto è della Federazione delle Chiese Evangeliche Italiane e della Comunità di Sant’Egidio ed è finanziato interamente da loro.

(Videoriprese di Giulia Salvatori)

Corridoi umanitari: cosa sono e come funzionano