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Cagliari, curava i pazienti oncologici con gli ultrasuoni: dottoressa condannata all’ergastolo

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Cagliari, curava pazienti oncologici con ultrasuoni: condannata all’ergastolo

Alba Veronica Puddu, dottoressa di Tertenia, in Ogliastra, è stata giudicata colpevole dalla Corte di Assise di Cagliari per la morte di tre pazienti oncologici: Fiorenzo Fiorini, Franco Garau e Davide Spanu. La sentenza è arrivata ieri: ergastolo per omicidio volontario, circonvenzione di incapace e truffa. Lo riporta Repubblica.

La dottoressa ha curato per mesi i tre pazienti con gli ultrasuoni, per 90 euro a seduta, approfittando della loro condizione. Alba Veronica Puddu è stata radiata dall’Ordine dei medici, ma per i suoi avvocati la sentenza è troppo severa. Secondo le parti civili, invece, Puddu avrebbe convinto i tre pazienti ad abbandonare le cure tradizionali, per affidarsi a quelle che lei proponeva, che ne avrebbero accelerato la morte.

Fiorenzo Fiorini aveva 56 anni, gli era stato diagnosticato un melanoma infiltrante di quarto grado. È deceduto a settembre 2017, nell’appartamento che Puddu affittava ai pazienti. Al suo capezzale c’era la compagna, con la quale Fiorini aveva un bambino di appena un anno. Qualche mese prima aveva conosciuto la Puddu, che gli aveva parlato delle sue cure miracolose.

Fiorini decide di affidarsi a quelle cure, che gli sono state fatali nel giro di sette mesi. In aula, riporta Repubblica, i medici hanno affermato che Fiorini avrebbe potuto avere altri due anni di vita, se non avesse deciso di interrompere le cure tradizionali come gli disse di fare la dottoressa Puddu.

Davide Spanu, invece, di anni ne aveva 39. Aveva un tumore all’intestino e metastasi al fegato, la diagnosi arriva nel 2016. Morirà il 6 settembre 2017, dopo essersi sottoposto per 15 giorni alle cure con ultrasuoni della dottoressa Puddu. Il cognato ha raccontato alla Corte che prima di interrompere le cure tradizionali, Spanu aveva avuto qualche beneficio. In un’intervista alle Iene nel 2017, Puddu ha dichiarato: “Sarebbe morto lo stesso”.

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