Bambino nasce “con il 2 per cento del cervello”, pochi anni dopo impara a parlare e a scrivere

Inizialmente per i medici non c'era speranza

Di Rossella Melchionna
Pubblicato il 22 Feb. 2019 alle 07:55 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 20:00
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Immagine di copertina

“Volevamo dare comunque una possibilità a nostro figlio”. È questa la motivazione che ha spinto una coppia a tenere il proprio bambino nonostante di lì a poco sarebbe nato con solo il 2 per cento del cervello. Una storia che arriva dal Regno Unito che è iniziata sette anni fa, ma che è emersa solo nel febbraio 2019 grazie al racconto dei due coniugi residenti nella contea di Cumbria.

Nel 2012, quando tutto ebbe inizio, i medici avevano avvertito per ben cinque volte la donna incinta e il compagno: il loro bimbo non sarebbe sopravvissuto a quelle condizioni. Il piccolo, prima ancora di nascere, aveva sviluppato già una condizione patologica, l’idrocefalo. Ma i genitori non avevano perso la speranza.

Dopo essere venuto alla luce, il neonato ha subito numerosi interventi chirurgici. Nel frattempo il suo cervello cresceva a mano a mano. Quando aveva tre anni, l’80 per cento di questo era funzionante. Da allora in poi il bambino ha fatto passi da gigante: non solo riesce a parlare, ma ha imparato a scrivere e leggere. Non può ancora camminare – si trova su una sedia a rotelle – ma i genitori sono convinti che un giorno ce la farà. Per questo motivo il bimbo è stato portato in una clinica all’avanguardia in Australia, dove fa fisioterapia e allenamento cognitivo.

Il papà, intervistato da diversi media inglesi, ha detto sulla vicenda:  “Parlare di nostro figlio ci emoziona sempre tanto. Alcune persone dicono che non è possibile far crescere un cervello. Altre pensano che è sempre stato lì. Ma se fosse stato schiacciato sarebbe stato gravemente danneggiato, sarebbe stato disabile mentalmente e fisicamente”.

Alla domanda sul perché non abbiano deciso di interrompere la gravidanza, l’uomo ha aggiunto: “Eravamo genitori adulti. Se a dei giovani veniva offerta quella scelta potevano sentirsi spinti a farlo, ma noi siamo persone positive. Volevamo dare al nostro bambino la possibilità di vivere”.

Il giorno in cui la donna ha partorito in sala operatoria erano presenti 12 medici. I genitori sono in contatto con loro ancora oggi: “Mandiamo loro e-mail e fotografie, e portiamo regali a Natale”.

Claire Nicholson, neurochirurgo del Great North Children’s Hospital di Newcastle, ha dichiarato sulla storia: “Il bambino è eccezionale e anche i genitori lo sono”.

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