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Gli autisti Atac si difendono da soli: arti marziali e Krav Maga contro le aggressioni

Di Anton Filippo Ferrari
Pubblicato il 28 Lug. 2020 alle 13:17
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Immagine di copertina

Alcuni autisti Atac, l’azienda dei trasporti di Roma, hanno deciso di difendersi da soli dalle sempre più frequenti aggressioni. L’ultima è stata registrata alle 6 di mattina del 26 luglio scorso al capolinea del 105 su via Casilina, nel cuore del quartiere Centocelle. L’autista del mezzo dopo aver rimproverato un passeggero: “Metti la mascherina o non sali” è stato aggredito violentemente ed è finito al pronto soccorso.

“Viaggiare e lavorare sui mezzi pubblici è diventato pericoloso?”, si chiedono i sindacati dei conducenti. “Atac per ora non sta intervenendo, per questo abbiamo deciso di organizzare i corsi di autodifesa per gli autisti, impareranno le tecniche delle arti marziali e di Krav Maga”, ha raccontato nei giorni scorsi Claudio Di Francesco, segretario della Faisa Siciel. Parole già sentite nei mesi scorsi, prima dell’introduzione delle regole anti Covid che, stando ai dati raccolti da Italpol, hanno “aggravato” la situazione: nell’ultimo mese si sono infatti registrati oltre 40 episodi di aggressione legati alle regole anti contagio (mascherine, distanziamento).

“La situazione è colma: è giunto il momento di organizzare corsi di autodifesa per il personale dei mezzi pubblici. Se non ci pensa l’azienda, ce ne occupiamo noi”, ha scritto Claudio Di Francesco, segretario della Faisa Siciel, in una nota riportata dal sito 7Colli. “Troppi episodi sono accaduti ultimamente. Siamo in contatto con istruttori di Fidene e il Prenestino, per citare due quartieri. Ma ce ne sono anche altri pronti a dare una mano”. I corsi di difesa personale per i conducenti aranno aperti sia a dipendenti Atac sia a quelli di Roma Tpl.

E Atac cosa fa? Al momento l’azienda non ha preso una posizione ufficiale in merito alle parole del sindacalista della Faisa Siciel. Va però segnalato che negli anni sono state diverse le azioni portate avanti da Atac per “difendere” i propri dipendenti dalle aggressioni violente. In primis le cabine blindate. Poi la videosorveglianza e diversi accordi con forze di polizia per interventi rapidi e efficienti.

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