Me

Armi da guerra, fucili d’assalto, un missile aria-aria: sequestrato arsenale ad estremisti di destra in diverse città del Nord Italia. Tre arresti

Di Marco Nepi
Pubblicato il 15 Lug. 2019 alle 07:18 Aggiornato il 15 Lug. 2019 alle 13:57
Immagine di copertina
Credit: ANSA / POLIZIA

Arsenale estremisti di destra, sequestrate armi da guerra e fucili d’assalto

SEQUESTRATO ARSENALE ESTREMISTI DI DESTRA – In diverse città del Nord Italia gli uomini della Polizia di Stato hanno sequestrato armi da guerra, tra cui fucili d’assalto automatici di ultima generazione.

Il blitz dell’Antiterrorismo è scattato nei confronti di una serie di soggetti orbitanti nei gruppi dell’estrema destra oltranzista e nasce da un’indagine della Digos di Torino relativa ad alcuni combattenti italiani che hanno partecipato alla guerra nel Donbass, in Ucraina. L’operazione è stata coordinata dalla procura di Torino e hanno collaborato anche le Digos di Milano, Varese, Pavia, Novara e Forlì.

> Le notizie di cronaca di TPI

Tra le armi sequestrate agli estremisti che in passato avrebbero combattuto nel Donbass c’è anche un missile aria-aria perfettamente funzionate. Il missile, secondo quanto accertato dalle indagini, sarebbe in uso alle forze armate del Qatar.

arsenale estremisti di guerra

Missile in vendita

Nell’ambito dell’operazione tre persone sono state arrestate. Tra queste c’è anche Fabio Del Bergiolo, 50 anni, ex ispettore antifrode delle dogane che nel 2001 si era candidato al Senato, per Forza Nuova, nel collegio di Gallarate, in provincia di Varese.

Due arresti sono stati eseguiti a Forlì. Nella località romagnola sono stati fermati, in un albergo vicino all’aeroporto, lo svizzero Alessandro Monti, di 42 anni, e l’italiano Fabio Bernardi, di 51 anni. I due, secondo gli investigatori della Digos, sono coinvolti nel tentativo di mettere in commercio il missile aria-aria Matra in utilizzo alle forze armate del Qatar. Il missile risulta di fabbricazione francese e assemblato nell’ottobre del 1980.

arsenale estremisti di guerra

Da un’intercettazione risulta che il terzo arrestato, Fabio Del Bergiolo, ne proponeva la vendita a 470mila euro e, tra i contatti che aveva preso, figurava anche il funzionario di uno stato estero.

“È un sequestro di armi da guerra con pochi precedenti in Italia. Abbiamo qualche idea su come volesse essere utilizzato, ma per ora non c’è nessun riscontro. Molte domande non hanno ancora risposta”, ha dichiarato il questore di Torino Giuseppe De Matteis sull’arsenale sequestrato.