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Gli incendi in Australia hanno causato la morte di mezzo miliardo di animali, e nessuno ne parla

Dai funzionari del governo arriva un avvertimento scoraggiante: questo fine settimana sarà uno dei periodi peggiori della catastrofica stagione degli incendi in Australia

Di Marco Nepi
Pubblicato il 3 Gen. 2020 alle 10:54 Aggiornato il 11 Gen. 2020 alle 15:13
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Immagine di copertina

Gli incendi in Australia hanno causato la morte di mezzo miliardo di animali

Da mesi ormai l’Australia è devastata da violenti incendi che hanno tracciato un bilancio devastante: 18 persone sono morte e quasi 500 milioni di animali sono rimasti uccisi.

Mammiferi, uccelli e rettili sarebbero morti, da settembre ad oggi, a causa dei roghi enormi che continuano a bruciare ettari ed ettari del Paese, secondo la stima fatta da un gruppo di esperti dell’Università di Sydney.

Fra questi 8mila koala, solo nella zona nord del Nuovo galles del Sud: un terzo della colonia totale in quell’area. Il koala è uno degli animali simbolo della nazione, che per natura non riesce a muoversi molto velocemente e non ha scampo con fiamme così feroci.

Non solo animali. I roghi fino ad oggi hanno distrutto oltre 4 milioni di ettari di foreste in cinque diversi Stati dell’Australia, un’area estesa quanto il Belgio.

E da funzionari del governo arriva un avvertimento scoraggiante: questo fine settimana sarà uno dei periodi peggiori della catastrofica stagione degli incendi in Australia.

Dal momento che l’estate australe è iniziata lo scorso 22 dicembre e andrà avanti per diverse settimane, la fine dell’emergenza è ancora molto lontana. A favorire le fiamme vi sono le temperature infernali che stanno investendo l’Australia, con medie giornaliere superiori ai 40° centigradi e picchi che sfiorano i 50° centigradi sulla colonnina di mercurio.

Il 17 dicembre scorso è stato registrato il giorno più caldo di sempre, con 41,9° centigradi di temperatura media per l’intero Paese. A caldo asfissiante, roghi e siccità sta contribuendo un fenomeno chiamato Dipolo dell’Oceano Indiano (IOD) o “Niño indiano”, in compagnia una fase negativa dell’oscillazione antartica SAM. Sullo sfondo l’impatto dei cambiamenti climatici, che hanno resi questi eventi naturali sempre più intensi e disequilibrati.

L’Australia è l’habitat naturale di moltissimi animali oltre al koala, come il canguro, il diavolo della Tasmania e il wombat, circostanza che rende ancora più grave l’enorme perdita. A questo si aggiungono le migliaia di piante bruciate: un ecosistema enorme e selvaggio completamente stravolto.

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