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Germania approva un pacchetto per il clima da 100 miliardi: tasse sui biglietti aerei e benzina

Di Madi Ferrucci
Pubblicato il 20 Set. 2019 alle 16:59 Aggiornato il 20 Set. 2019 alle 17:38
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Credits: AFP

Germania, pacchetto per il clima: 100 miliardi entro il 2030

In Germania il governo ha varato oggi, 20 settembre 2019, un pacchetto per il clima da oltre 50 miliardi di euro (100 entro il 2030) che prevede alcune misure per il contrasto al cambiamento climatico. La riunione del consiglio dei ministri sul tema è iniziata alle ore 13 e il testo definitivo sul piano per il clima è stato approvato circa un’ora dopo.

Il pacchetto di Berlino prevede un rincaro sul costo della benzina e del diesel di circa tre centesimi entro il 2021, e di 10 centesimi al litro a partire dal 2026. Nel 2025 sarà definitivamente proibita l’installazione del riscaldamento a gasolio e chiunque sostituisca il suo vecchio impianto a gasolio con un modello più eco-compatibile avrà un sostegno statale pari al 40 per cento.

Nel pacchetto per il clima approvato dalla Germania ci saranno anche maggiori detrazioni fiscali a favore dei pendolari, per compensare gli aumenti del carburante, con un risparmio di 5 centesimi per chilometro dal 2021. Più alti anche i costi sulle emissioni di gas serra degli edifici, mentre ci sarà una riduzione della tassa sull’elettricità verde a partire dal 2021.

Le altre misure di contrasto al cambiamento climatico riguardano il trasporto aereo: si prevedono aumenti dell’Iva sui biglietti, di tassare maggiormente i voli, mentre diminuiranno le tariffe ferroviarie a partire dal primo gennaio 2020.

È previsto dunque un potenziamento del trasporto ferroviario, con investimenti della maggior parte dei fondi promessi nelle infrastrutture su rotaia. E poi sono previsti anche incentivi, con speciali abbonamenti, per chi utilizza i mezzi pubblici.

La trattativa per arrivare all’accordo

Le trattative di preparazione all’incontro dei ministri di oggi 20 settembre sono durate oltre tredici ore. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha trascorso l’intera notte a discutere con i vertici della coalizione composta da Cdu, Csu e Spd.

Alla riunione hanno preso parte anche il ministro delle Finanze Olaf Scholz e il ministro dell’economia Peter Altmaier. Il punto più controverso della discussione ha riguardato l’aumento del costo d’emissione per ogni tonnellata di gas serra.

Merkel ha ribadito il suo impegno per la tutela dell’ambiente annunciando obiettivi precisi: “Oggi non viviamo in modo sostenibile. Non sono stati raggiunti gli obiettivi dichiarati nel 2007 che prevedevano una riduzione del 40 per cento delle emissioni entro il 2020, ma nonostante ciò si intende perseguire l’obiettivo di ridurre le emissioni del 55 per cento entro il 2030 e diventare neutrali entro il 2059”, ha dichiarato nell’illustrare il nuovo piano di investimenti sul clima.

Il pacchetto non è piaciuto agli attivisti di Fridays for Future, che oggi hanno inaugurato una settimana di proteste contro la crisi climatica, in vista dello sciopero globale del 27 settembre.

Inizia la settimana di mobilitazione sul clima in vista dello sciopero globale del 27 settembre

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“Se non fai nulla per la protezione del clima per anni e dopo enormi pressioni di mesi da parte della popolazione si discute di misure che non hanno assolutamente nulla a che fare con gli 1,5 gradi, questo non è un “passo avanti”, ma uno scandalo”, ha scritto su Twitter uno degli organizzatori della “action week”.

A Berlino intanto si contano già 80mila manifestanti e a migliaia sono scesi in piazza in moltissime città della Germania. A Monaco 25mila giovani hanno sfilato in corteo per le strade, a Brema si contano già oltre 30mila persone in protesta, mentre a Kiel i manifestanti erano all’incirca 10mila.

Le cifre del pacchetto della Germania sul clima: 100 miliardi di euro entro il 2030

Il pacchetto di misure per il clima varato oggi in Germania costerà oltre 50 miliardi nei prossimi anni .

Il governo tedesco precisamente si è impegnato per 54 miliardi di euro entro il 2023 e per 100 miliardi di euro entro il 2030 per finanziare il robusto piano di tutela dell’ambiente.