Oggi è il Darwin Day, il WWF: “In Italia scelte politiche anti-scientifiche minacciano il futuro della fauna selvatica”
Il Darwin Day, giornata dedicata al padre della teoria dell’evoluzione, è ogni anno un’occasione preziosa per riflettere sul valore della vita sulla Terra e, allo stesso tempo, sulla responsabilità dell’umanità nel custodirne il futuro. L’evoluzione insegna che la diversità biologica è il frutto di ere geologiche, adattamenti delicati e relazioni complesse. In questa occasione, il WWF Italia ricorda come crisi climatica e perdita di natura, causate dall’uomo, stiano interrompendo questi processi a una velocità senza precedenti. Lo fa attraverso un nuovo report, che fotografa lo stato di salute di alcune delle specie più iconiche del pianeta, evidenziando risultati importanti e le tante sfide ancora aperte, anche nel nostro Paese.
Quest’anno il Darwin day assume un valore speciale, intrecciandosi con il 60° anniversario della fondazione del WWF in Italia: sei decenni di battaglie per la natura e per la tutela degli ecosistemi da cui dipende la sopravvivenza di tutte le specie, compresa quella umana.
Il nuovo report WWF, oltre a raccontare specie iconiche come tigre, leopardo delle nevi, gorilla di montagna ed elefante, si focalizza su specie prioritarie della nostra biodiversità come il lupo, vittima di continui attacchi e strumentalizzazioni che hanno portato al recente declassamento del suo status di protezione: una misura antiscientifica che espone la specie – già colpita da diffuso bracconaggio – a minacce che speravamo appartenessero al passato. Nel report si parla anche di orso bruno marsicano, una delle popolazioni più minacciate d’Europa e di specie animali protagoniste di un lento ma costante recupero, come la foca monaca e l’aquila di Bonelli.
“I successi raggiunti in questi 60 anni di attività del WWF in Italia mostrano che le azioni di conservazione funzionano, ma non possiamo rallentare- afferma Isabella Pratesi, direttrice Programma di Conservazione del WWF Italia– In un momento in cui pressioni sociali e politiche rischiano di indebolire la tutela della fauna, chiediamo di rafforzare – e non ridurre – gli strumenti di protezione delle specie protette, investire nella prevenzione dei conflitti, e sostenere progetti scientifici che possano guidare strategie di conservazione efficaci. Difendere la biodiversità non è solo una scelta etica, ma una necessità per la resilienza degli ecosistemi e per il nostro futuro”.
LUPO, UNA STORIA DI SUCCESSO, MA….
Il lupo (Canis lupus), oggi presente in Italia con oltre 3.500 individui, è uno dei maggiori successi di conservazione del nostro Paese, passato dai 100–150 individui degli anni ’70 a una popolazione stabile e in espansione. Nonostante questo recupero, la specie è ancora vulnerabile per cause di origine umana, dalle uccisioni illegali e accidentali all’ibridazione con il cane. Il declassamento del suo stato di protezione a livello europeo, approvato nell’ultimo anno, rappresenta un passo indietro molto pericoloso. Secondo il WWF, questa scelta non è una soluzione efficace per affrontare i conflitti con l’allevamento e rischia di compromettere il recupero delle popolazioni di lupo che non hanno ancora raggiunto condizioni di conservazione favorevole. Si tratta inoltre di una misura in aperta contraddizione con i dati scientifici disponibili, che indicano minacce ancora gravi e non adeguatamente monitorate, come tassi di mortalità antropica stimati tra il 20% e il 30% annuo e il rischio di perdita di identità genetica ed ecologica causata dall’ibridazione con il cane.
Il WWF Italia, che dal 1972 ha fatto del lupo un simbolo delle sue battaglie – a partire dall’Operazione San Francesco – continua a lavorare per ridurre i conflitti con la zootecnia, contrastare il bracconaggio e promuovere la convivenza attraverso prevenzione, informazione e sensibilizzazione. Oggi più che mai, con una popolazione in crescita ma ancora vulnerabile, sono proprio prevenzione, scienza e conoscenza gli strumenti necessari per garantire la coesistenza, non l’indebolimento delle tutele.
ORSO BRUNO MARSICANO, UNA POPOLAZIONE UNICA A RISCHIO CRITICO
L’orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus), sottospecie unica ed endemica dell’Appennino centrale, conta oggi poco più di 50 individui ed è classificato “In pericolo critico”. Le principali minacce sono di origine antropica: investimenti stradali, bracconaggio e frammentazione dell’habitat, che ostacola gli spostamenti e la crescita della popolazione. Per aumentarne le possibilità di sopravvivenza, la comunità scientifica e le associazioni lavorano sulla riduzione della mortalità antropica, sul potenziamento dei controlli e sul miglioramento della connettività ecologica tramite corridoi naturali.
Il WWF Italia è impegnato da anni in progetti di conservazione, tra questi il LIFE Arcprom, appena conclusosi, che ha mirato a migliorare la coesistenza tra uomo e orso attraverso misure di prevenzione del conflitto, interventi di sensibilizzazione sul territorio e iniziative di educazione ambientale volte a favorire una percezione positiva della presenza del plantigrado. Da alcuni anni il WWF porta avanti il progetto Orso 2×50, con l’obiettivo di raddoppiare entro il 2050 sia il numero di individui che l’areale occupato dalla sottospecie nell’Appennino centro-meridionale. Gli obiettivi sono su più fronti: ridurre la mortalità causata dalle attività umane, migliorare la connettività tra habitat e adottare strumenti di prevenzione dei conflitti (come recinzioni elettrificate per bestiame e apiari). Il WWF interviene anche in sede giudiziaria per la tutela della specie: per l’orsa Amarena, barbaramente uccisa nel 2023, l’organizzazione è stata riconosciuta persona offesa e ora attende il decreto di rinvio a giudizio per potesi costituire parte civile e chiedere giustizia.
FOCA MONACA, UNA PRESENZA ELUSIVA NEL MEDITERRANEO
La foca monaca, tra le specie di pinnipedi più minacciate al mondo e l’unica endemica del Mediterraneo, sopravvive oggi con meno di 1.000 individui, concentrati soprattutto nel Mediterraneo orientale e in poche altre zone circoscritte dell’Atlantico. Minacciata dall’inquinamento da plastica e dalla presenza di “reti fantasma”, dalla persecuzione diretta da parte di pescatori, oltre che dal turismo e dal traffico marittimo illimitato, la foca monaca è classificata nella lista rossa IUCN come “Vulnerabile” a livello mondiale, mentre, proprio a causa delle scarse segnalazioni, come “Data Deficient” per l’Italia. Nel nostro Paese gli avvistamenti sono storicamente rari, ma negli ultimi anni i rilevamenti sono in forte aumento, anche grazie all’uso del DNA ambientale che ha permesso di mappare meglio la sua presenza.Il WWF lavora per la specie fin dal 1976 con il Gruppo Foca Monaca, dedicato a monitoraggio e sensibilizzazione. Oggi la specie è al centro anche del progetto internazionale LIFE ADAPTS, nel quale il WWF Italia e altri 8 partners valutano la resilienza di tre specie simbolo del Mediterraneo agli effetti del cambiamento climatico e intervengono sul restauro dei loro habitat sia in mare che lungo le coste.
AQUILA DI BONELLI, IL RAPACE SIMBOLO DEL MEDITERRANEO A RISCHIO
L’aquila di Bonelli, rapace simbolo del Mediterraneo, in Italia sopravvive con due piccoli popolazioni, una in Sardegna e l’altra in Sicilia, unica area di nidificazione. Dopo un declino iniziato negli anni ’50 dovuto a pesticidi, perdita di prede, elettrocuzione e bracconaggio (anche tramite furto di uova e pulli), fino agli inizi degli anni 2000 la popolazione italiana era stimata intorno ai 44 individui maturi, circa 20-25 coppie ed è classificata dall’IUCN in Italia come “In pericolo critico”. Grazie al progetto europeo LIFE ConRaSi (Conservazione dei Rapaci Siciliani) portato avanti dal WWF, al monitoraggio GPS di circa 40 individui, alla collaborazione con Carabinieri Forestali e volontari WWF, e alla lotta al prelievo illegale, la popolazione siciliana è raddoppiata, mostrando segnali di ripresa significativi. Concluso il progetto europeo, il WWF continua a garantire sorveglianza dei nidi e monitoraggio dei siti riproduttivi, rafforzando le prospettive di conservazione a lungo termine.