Gli effetti del cambiamento climatico sull’agricoltura in Africa

Il continente africano è forse il più vulnerabile ai cambiamenti climatici. Gli effetti più immediati sono sull'agricoltura, ma le conseguenze sono anche sociali

Di Alice Possidente
Pubblicato il 2 Ott. 2019 alle 15:54
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Gli effetti del cambiamento climatico sull’agricoltura in Africa

Il cambiamento climatico minaccia anche l’Africa. Il settore più vulnerabile, i cui effetti sono immediati, è l’agricoltura, ma le conseguenze sono anche sociali, oltre che economiche.

La striscia di terra, lunga oltre 5.000 chilometri, sui confini meridionali del Sahara è la più minacciata dall’eccessivo riscaldamento delle temperature. L’ONU ha classificato l’area come la più vulnerabile al mondo per gli effetti del cambiamento climatico.

I paesi a ridosso del deserto del Sahara sono già poverissimi e dipendono sopratutto da un’agricoltura di sussistenza. Come riporta Il Sole 24 Ore, in Burkina Faso, uno dei tanti stati vicini al Sahara, un cittadino su tre lavora in agricoltura e la sua sopravvivenza e quella della sua famiglia è legata a questo settore. In assenza dei più basilari sistemi di irrigazione, l’attività agricola dipende esclusivamente dall’andamento delle piogge. E uno degli effetti del cambiamenti climatici è proprio l’imprevedibilità dei fenomeni atmosferici. Periodi di precipitazioni violente possono alternarsi a periodi di siccità in maniera imprevedibile. La stagione delle piogge è già breve e potrebbe accorciarsi ancora.

Secondo le previsioni, nell’area del deserto del Sahara le temperature continueranno a crescere a un ritmo superiore di 1,5 volte rispetto alla media globale, spingendo il termometro fino a 3-5 gradi centigradi in più entro il 2050. La popolazione vorrebbe andare via e quello che si prospetta è un effetto domino che causa problemi sempre maggiori di approvvigionamento di cibo, di sicurezza e di terrorismo.

L’impatto negativo più immediato è quello economico. “Servirebbero fertilizzanti, ma costano troppo” dice al Sole 24 Ore Kafando Mouni, un operatore che lavora per il ministero della Salute del Burkina Faso.

Oltre alle conseguenze economiche ci sono poi quelle sociali. Il malessere alimenta le tensioni di paesi spesso in guerra. Aumentano la malnutrizione e la fame. E le famiglie costrette a rimanere lì sono sopraffatte dall’ansia e dai crescenti problemi.

Secondo dati della World Bank in Africa occidentale, il 76 per cento della popolazione del Niger è impiegata in agricoltura, nel Mali il 65 per cento, 55 per cento in Mauritania e circa il 29 per cento dei residenti del Burkina Faso.

Una crisi, quella del settore agricolo, che affossa la crescita già precaria del territorio.

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