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Ogni settimana tre ambientalisti vengono uccisi. Gli scioccanti dati di una nuova inchiesta

I numeri sono allarmanti, e probabilmente la cifra è sottostimata

Di Nicola Simonetti
Pubblicato il 19 Set. 2019 alle 08:52 Aggiornato il 19 Set. 2019 alle 14:00
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Credit: AFP/Getty Images

Ogni settimana tre ambientalisti vengono uccisi

Proteggere la Terra non è un’attività da poco, tanto più se aumenta il rischio di venire uccisi.

Lo dichiara il rapporto annuale dell’ONG Global Witness, che ha lanciato un’inchiesta per scoprire il numero di ambientalisti assassinati ogni settimana.

In aggiunta, l’ONG ha registrato anche il numero di intimidazioni e attacchi perpetrati ai danni di chi si mobilita in difesa del nostro pianeta.

Secondo gli ultimi dati, nel 2018 sono stati uccisi 3 ambientalisti alla settimana, nonostante il numero reale sia probabilmente ancora più alto.

Molti di quelli che non sono morti sono stati costretti al silenzio con minacce e arresti.

Al primo posto, Global Witness mette le Filippine, seguite dalla Colombia e dall’India. In questi Paesi, si sono registrati rispettivamente 30, 24 e 23 assassini nell’ultimo anno.

In Brasile, al quarto posto, gli omicidi sono calati in numero, ma gli ambientalisti rimangono a rischio.

Il presidente brasiliano Bolsonaro, infatti, è un grande sostenitore della deforestazione illegale per facilitare il settore primario.

Le principali vittime sono quelle che si battono per l’industria mineraria. Ad oggi, sono 43 gli ambientalisti uccisi per aver difeso il nostro Pianeta dai minatori.

Molti ambientalisti sono considerati criminali e accusati di terrorismo. Anziché promuovere campagne di sensibilizzazione, il governo brasiliano sostiene campagne d’odio contro gli ambientalisti.

Quindi, molti ambientalisti hanno paura ad andare dalla polizia.

Joel Raymundo, che lotta contro la costruzione di dighe in terre indigene, ha detto a Global Witness: “Dicono che siamo terroristi, poco di buoni, assassini e che abbiamo gruppi armati, ma in realtà ci stanno uccidendo”.

Negli Stati Uniti, gli ambientalisti e i loro sostenitori sono considerati terroristi economici e il governo di Trump non fa altro che fomentare i pregiudizi verso di loro.

Anche le multinazionali hanno interesse a zittire gli ambientalisti, per il loro tentativo di difendere le terre aborigine dalla vendita illegale a grandi compagnie.

Dietro la deforestazione in Amazzonia c’è una fitta organizzazione criminale