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Bambina di 12 anni malata inventa uno speciale contenitore per flebo e lo dona agli altri piccoli pazienti

Immagine di copertina
Ella Casano

Bimba malata orsetto flebo | Ella Casano ha 12 anni, viene dal Connecticut e da più di cinque anni combatte con una rara malattia autoimmunitaria che la costringe a passare una grossa parte della sua vita in ospedale.

Terrorizzata dagli inquietanti ammennicoli tipici delle strutture ospedaliere – flebo, sacchi di plastica contenti strani liquidi, barelle…- la piccola ha inventato un modo tutto suo per affrontare meglio le lunghe sessioni di trasfusioni a cui deve sottoporsi.

“Medi Teddy” è un orsacchiotto di peluche ideato per nascondere i sacchetti di plastica ai quali si attaccano le flebo.

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Dopo avere sperimentato su se stessa gli effetti benefici di Medi Teddy, Ella ha pensato di metterlo a disposizione anche degli altri bambini costretti a sottoporsi a lunghe ore di terapia attaccati a un tubo di plastica. Ben presto, Medi Teddy ha preso piede all’interno della struttura ospedaliera.

“Lo scopo di Medi Teddy” – spiega Meg Casano, la mamma di Ella – “è nascondere le sacche di fluido, sangue o farmaci in modo che il bambino che riceve la terapia possa avere una faccia amichevole da guardare!”

Bimba malata orsetto flebo | L’idea di Medi Teddy è piaciuta così tanto che medici e infermieri hanno deciso di brevettarla. Con l’aiuto di sua madre, Ella ha così fabbricato ben 500 orsetti che sono stati donati all’ospedale.

Un’iniziativa semplice ma che rallegra la vita dei bambini malati mettendoli in contatto, anche durante le terapie, con una realtà ludica e adatta alla loro età.

Cinque anni fa, a Ella Casano è stata diagnosticata la Porpora Trombocitopenica Immune (ITP). Si tratta di una malattia autoimmune non contagiosa che distrugge le piastrine del sangue di Ella. Le piastrine sono la componente del sangue adibita alla regolazione della coagulazione del sangue.

A causa della sua malattia, una semplice sbucciatura al ginocchio può rivelarsi fatale per la bambina.

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“Nel mio caso si tratta di una condizione cronica e quindi piuttosto rara. Senza trattamenti non posso giocare con la palla, non posso correre, non posso arrampicarmi, perché anche un semplice ‘graffietto’ potrebbe causarmi un’emorragia”.

La terapia tramite flebo, a cui Ella deve sottoporsi una volta ogni due mesi, serve a scongiurare questo rischio, ma rende la sua vita molto più dura rispetto a quella dei bambini non malati.

Di qui l’idea di Medi Teddy, diventato per Ella e gli altri giovanissimi pazienti dell’ospedale un alleato durante le ore di terapia.

“Ai bambini è piaciuto tantissimo- ha detto la mamma di Ella- Il nostro obiettivo adesso è fondare un’organizzazione no-profit e soddisfare le richieste che ci arrivano da tutte le parti del mondo”.

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