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Oxfam, aumenta la diseguaglianza tra ricchi e poveri: “La colpa è delle politiche fiscali sbagliate”

Le 26 persone più ricche del mondo possiedono la stessa ricchezza della metà più povera della popolazione

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La differenza tra ricchi e poveri continua ad aumentare e il problema è ormai diventato strutturale, secondo quanto denunciato da Oxfam alla vigilia del Word economic Forum di Davos, in Svizzera.

Secondo la Ong, le 26 persone più ricche del mondo possiedono la stessa ricchezza della metà più povera della popolazione. Inoltre, diventa sempre più difficile per i meno abbienti migliorare la propria condizione economica.

Per cercare di ridurre questo divario enorme e in continua espansione, la Oxfam ha esortato i governi ad aumentare le tasse sul patrimonio dei più ricchi.

I miliardari – Dopo la crisi globale del 2008, i miliardari di tutto il mondo sono quasi raddoppiati e le loro entrate sono pari a 2,5 miliardi di dollari al giorno. Diversa invece la sorte dei 3,8 miliardi di persone che si trovano sul fondo della scala sociale e che hanno visto la loro ricchezza diminuire dell’11 per cento nel 2018.

Secondo i dati dell’Oxfam, l’amministratore delegato di Amazon, Jeff Bezos, è l’uomo più ricco del mondo con un patrimonio di 112 miliardi di dollari: un dato ancora più impressionante se si pensa che solo l’1 per cento della sua ricchezza equivale all’intero budget destinato dal governo dell’Etiopia alla sanità.

Le tasse – Secondo i dati della Oxfam altre 3,4 miliardi di persone sono poco sopra la soglia della povertà assoluta e vivono con meno di 5,50 dollari al giorno. Questo dato è emblematico della crescita continua del divario tra ricchi e poveri e del fallimento delle politiche di lotta contro la povertà e contro i sistemi economici dannosi.

Una delle misure da adottare, sottolinea la Ong, è far sì che le aziende e i soggetti più ricchi paghino la giusta quota di tasse. Il sistema di tassazione attuale infatti premia chi possiede maggior denaro e pesa maggiormente sulle fasce più povere della popolazione: nei paesi ricchi in media l’aliquota massima dell’imposta sui redditi si attesta intorno al 38 per cento, mentre nel 1970 era del 62 per cento.

Nei paesi in via di sviluppo invece l’aliquota è in media al 28 per cento, ma il dato più preoccupante riguarda la diminuzione dell’aliquota effettiva versata sui redditi d’impresa: la tassazione per le 90 più grandi aziende del mondo è passata dal 34 al 24 per cento del 2000.

A pesare sul welfare sono poi i movimenti di denaro illeciti, oltre all’evasione e all’elusione fiscale.

Le donne – Donne e ragazze sono le più colpite dall’aumento della disuguaglianza, dato che gli uomini possiedono il 50 per cento in più della ricchezza globale totale e controllano l’86 per cento delle aziende. A pesare sulla differenza di genere è anche la non retribuzione del lavoro di cura, affidato generalmente alle donne.

Sanità e istruzione – Investire in sanità e istruzione contribuisce a ridurre del 69 per cento il divario economico, come dimostra una ricerca condotta su 13 economie in via di sviluppo.

Per Oxfam, è importante intervenire su istruzione, sanità e tasse per una migliore distribuzione delle ricchezze così da migliorare l’accesso a cure e istruzione di tutte le fasce della popolazione.