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“Come Meghan Markle ha cambiato il modo in cui parliamo di suicidio”

Credits: Ansa

Un articolo del New York Times analizza la confessione della duchessa di Sussex a Oprah Winfrey

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 10 Mar. 2021 alle 13:23 Aggiornato il 10 Mar. 2021 alle 15:08

Non volevo più essere viva“, ha detto Meghan Markle nella tanto discussa intervista con Oprah Winfrey. Sono parole fortissime quella della duchessa di Sussex che sfondano il muro del tabù del suicidio, un tema su cui si tende a tacere e di cui anche le persone più aperte hanno difficoltà a parlare.

La decisione di Meghan Markle di parlare apertamente dei suoi pensieri suicidi sfida una “cultura della segretezza” che ha impedito a molte persone di cercare o offrire aiuto. Per molte persone il suicidio è indicibile. Secondo un articolo del New York Times, la decisione di Meghan Markle di parlare apertamente dei suoi pensieri suicidi nella sua intervista con Oprah ha il potenziale per cambiare il modo in cui parliamo tutti di suicidio. “Parlando delle sue esperienze, Meghan ha aiutato a eliminare lo stigma che impedisce alle persone di rivelare pensieri suicidi”, dice la psicoterapeuta Stacey Freedenthal. La confessione di Meghan ci aiuta a comprendere che il rischio di suicidio è universale. “Nessuno è immune, sia che viva in un palazzo o in povertà“, scrive l’esperta sul prestigioso quotidiano.

La suicidiologa spiega che le persone non rivelano quasi mai la volontà di “farla finita”, mentre amici, familiari e persino professionisti della salute mentale spesso non chiedono a chi è in difficoltà se stanno considerando il suicidio. Nel suo lavoro di psicoterapeuta Stacey Freedenthal insegna a esperti e studenti di psicologia come intervistare le persone per valutare il rischio di suicidio. “Diversi professionisti, infatti, non osano chiedere ai pazienti affetti da depressione se stanno pensando al suicidio”, dice l’esperta che aggiunge “Più di un terapista mi ha detto ‘Non voglio indurre loro a pensarlo’ o ‘Se stanno pensando al suicidio, me lo diranno’. “Diversi studi dimostrano invece che chiedere a qualcuno se sta pensando al suicidio non causa e né aumenta il pensiero di farlo”, spiega Freedenthal.

“Ed è anche un mito pensare che la maggior parte delle persone riveli volontariamente di considerare il suicidio senza che gli venga chiesto direttamente. Anche quando viene chiesto, molte persone non rispondono per imbarazzo, per paura di essere giudicate, per paura di non poter essere aiutate o per evitare di preoccupare gli altri“, dice la psicoterapeuta. “Il fatto che Meghan Markle abbia deciso di parlarne apertamente in un’intervista seguita da milioni di spettatori è il motivo per cui la sua confessione è un regalo per così tanti persone”, sottolinea sul Nyt l’esperta.

Le cronache dei mesi di Covid raccontano tante storie di sofferenza e depressione come conseguenza dell’isolamento o della crisi economica. Gli psichiatri stimano un incremento del rischio di suicidi e per prevenirli, oltre a saperne riconoscere i segnali d’allarme, è necessario anche l’impegno dei media: una review di oltre 100 studi scientifici dimostra che parlare dei casi di suicidio in maniera corretta non solo non induce all’emulazione, ma può addirittura ridurre il numero delle vittime.

“La storia di Meghan è una storia di guarigione. Verso la fine dell’intervista, la duchessa di Sussex ha attribuito al marito il merito di averle salvato la vita. Condividendo la sua storia, dimostra che confidarsi con una persona cara e risolvere i problemi insieme l’hanno aiutata a superare quella fase”, sottolinea l’esperta. “La vita può migliorare. E come ha detto Meghan Markle: ‘Sono ancora in piedi. La mia speranza è che le persone capiscano che la vita vale la pena di essere vissuta”, conclude la psicoterapeuta.

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