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Eutanasia, il 93 per cento degli italiani è a favore. I dati del sondaggio dell’Associazione Coscioni

"Gli italiani chiedono maggiore libertà di ricerca e autodeterminazione", sottolinea l'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica

Di Anna Ditta
Pubblicato il 2 Ott. 2019 alle 12:29
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Eutanasia, il 93 per cento degli italiani è a favore: il sondaggio

Il 93 per cento degli italiani è a favore di una legge sull’eutanasia. È quanto emerge da un sondaggio commissionato dall’Associazione Luca Coscioni a Swg.

L’indagine ha interpellato un campione di mille soggetti su temi come fine vita, aborto, fecondazione assistita, cannabis, droghe e disabilità, temi al centro del XIV Congresso della Luca Coscioni, che si svolgerà a Bari dal 3 al 6 ottobre con il titolo “Le libertà in Fiera” (qui il programma).

Eutanasia, italiani è a favore: il sondaggio

Ecco i punti principali del sondaggio:

Testamento biologico e fine vita – Il testamento biologico è conosciuto dall’83 per cento degli intervistati, ma il 71 per cento ignora le procedure per il rilascio delle Disposizioni anticipate di Trattamento. Per l’84 per cento la causa di questa difficoltà è da legare alla scarsa informazione resa disponibile da parte delle istituzioni. La metà rileva l’assenza di un’adeguata tutela e disciplina giuridica relativamente al fine vita. Aumentano i favorevoli a una legge che regolamenti l’eutanasia anche a seguito della storica sentenza della Corte Costituzionale sul caso Cappato/Dj Fabo. Il 56 per cento degli italiani è assolutamente a favore di una legge, con un ulteriore 37 per cento, a sostegno di una regolamentazione dell’accesso a determinate condizioni fisiche e di salute. A chiedere l’Eutanasia Legale è quindi il 93 per cento dei cittadini, un dato mai registrato prima d’ora.

Aborto – Il 73 per cento dei cittadini italiani si dichiara favorevole all’aborto. Di questi, il 50 per cento ritiene che sia necessario migliorare l’accesso all’Interruzione volontaria di gravidanza farmacologica permettendo il regime ambulatoriale, il trattamento a casa ed eliminando la raccomandazione del ricovero. Il 58 per cento sostiene che la legge 194 attualmente in vigore dal 1978 sia stata una buona legge che va però cambiata, garantendo alle donne – secondo il 70 per cento degli intervistati – percorsi di accesso alla IVG maggiormente facilitati.

Cannabis e droghe – Il 53 per cento dei cittadini è a favore della regolamentazione della cannabis, per il 61 per cento l’ideale sarebbe reinvestire le maggiori entrate per lo stato in fini sociali o in regioni depresse economicamente. Due cittadini su tre (il 68 per cento) sono favorevoli a maggiori studi e ricerche sull’uso di droghe a fini terapeutici.

Disabilità – Per l’80 per cento degli italiani le barriere architettoniche sono una vera emergenza sociale.

Fecondazione assistita – Forte esigenza di regolamentazione della procreazione medicalmente assistita. L’82 per cento vorrebbe norme per tutte le forme di procreazione assistita. Nello specifico l’85 per cento è favorevole alla diagnosi preimpianto per le malattie genetiche, il 64 per cento alla fecondazione col seme di un donatore esterno alla coppia. mentre il 57 per cento sostiene a fecondazione assistita per le donne single. Il 42 per cento alla fecondazione assistita per le coppie omosessuali.

Ricerca scientifica – Tra le varie restrizioni in Italia non è consentito l’utilizzo di embrioni (non idonei alla gravidanza) ai fini di ricerca, gli embrioni utilizzati che vengono acquistati dall’estero. Il 65 per cento degli italiani eliminerebbe questo divieto chiedendo di destinare alla ricerca scientifica gli embrioni non utilizzati invece di lasciarli congelati indefinitamente.

Ogm – Il 90 per cento degli italiani conosce gli OGM ma la conoscenza risulta vaga e poco approfondita. Le nuove tecniche di editing del genoma non sono conosciute. Oltre il 60 per cento gli italiani favorevoli alla ricerca scientifica in materia di Organismi geneticamente modificati, il Congresso rilancerà un’iniziativa dei cittadini europei perché l’Ue non consideri il genome editing/CRISPR alla stregua degli OGM.

Le dichiarazioni di Marco Cappato e Filomena Gallo

“Gli italiani si dimostrano ancora una volta più avanti dei capipartito e chiedono riforme di libertà per potere decidere sulla propria vita e sulla propria morte”, afferma Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni. “Al Congresso di Bari abbiamo invitato tutti, Governo e opposizione. Ma una cosa è certa: non staremo ad aspettare che si mettano d’accordo tra loro e ‘concedano’ forse un giorno quelle riforme per le quali i cittadini sono pronti da molto tempo”.

“A Bari discuteremo nuove iniziative di partecipazione democratica e di disobbedienza civile sui temi per i quali, come diceva Luca Coscioni, ‘le urgenze dei malati non possono aspettare’. Sarà quindi innanzitutto il Congresso degli scienziati, delle persone con disabilità, dei malati e di tutti i cittadini che hanno fiducia in sé stessi e nella propria sete di libertà”, ha concluso Cappato.

“Dopo la grande stagione dei diritti civili degli anni ’70, che portò all’Italia la legalizzazione del divorzio e dell’aborto, come Associazione Luca Coscioni abbiamo rimesso le libertà nell’agenda politica”, sostiene Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni. “Nonostante la paralisi dei partiti, con le nostre azioni di iniziativa popolare, di azione giudiziaria e di disobbedienza civile abbiamo ottenuto la legalizzazione dell’analisi genetica preimpianto, della fecondazione eterologa, della sospensione delle terapie e del testamento biologico. Con la sentenza della Consulta sul processo Cappato abbiamo fatto un altro passo avanti verso il diritto a vivere liberi fino alla fine. A Bari, il nostro Congresso sarà una vera e propria “Fiera delle libertà”, per completare con la conquista di nuovi diritti quel percorso avviato negli anni ’70”, ha concluso Gallo.