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Liguria, Toti pubblica la foto della prima nata a Genova: insulti razzisti e scontro con la Lega

Di Anton Filippo Ferrari
Pubblicato il 1 Gen. 2021 alle 19:17
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Immagine di copertina

Durante la notte di Capodanno e nelle ore successive in Liguria sono nati diversi bambini: la prima è stata Morena, nata 13 minuti dopo la mezzanotte; qualche ora dopo è venuto alla luce Louis, figlio di una coppia albanese residente a Taggia, nell’Imperiese: poi Graeter, una bimba di origini nigeriane, nata alle 3,50 al Policlinico San Martino; e Wilson Fabian, nato alle ore 7,58 al Gaslini, figlio di ecuadoriani. “Siete la nostra speranza, il nostro futuro, la forza per non mollare in questo nuovo anno che è appena iniziato – ha scritto su Twitter il governatore ligure Giovanni Toti -. Benvenuti al mondo piccoli e auguri alle vostre famiglie a nome mio e di tutta la Liguria”.

Parole che però hanno scatenato la polemica razzista da parte di chi ritiene sbagliato considerare liguri questi bambini. “Chi nasce in Liguria è ligure!”, ha scritto il presidente in risposta agli insulti. “I commenti razzisti verranno rimossi dai moderatori della pagina – ha proseguito -. Una bambina che viene al mondo è una benedizione e va accolta come tale, senza polemiche inutili e dannose a qualsiasi dibattito democratico. Proviamo a iniziare il 2021 con un nuovo passo”.

La presa di posizione della Lega

Sulla vicenda è poi intervenuto il capogruppo regionale della Lega, Stefano Mai: “Non si può definire italiano, né ligure, chi nasce sul nostro territorio da genitori stranieri. Auguri e benvenuti a tutti i nuovi nati del 2021 in Liguria, ma ribadiamo che per essere italiani e liguri sia necessario intraprendere un percorso ben definito e quindi richiedere successivamente la cittadinanza, secondo quanto previsto dalle norme vigenti. No allo Ius soli”.

“Con la Lega al governo in Liguria così come, speriamo presto, a Roma – ha aggiunto Mai – non accadrà mai che l’acquisizione della cittadinanza italiana avvenga come semplice conseguenza del fatto giuridico di essere nati in Italia. Occorre difendere le nostre tradizioni e la nostra identità. Pertanto, la trasmissione alla prole della cittadinanza dei genitori, sulla base della discendenza e non del luogo di nascita, è fondamentale”.

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