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Sicilia, il Movimento 5 Stelle rompe con il Pd in vista delle Regionali. Conte: “Andremo da soli”

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Niente campo largo. Si sfalda l’alleanza tra Pd e Movimento 5 Stelle in vista delle Regionali in Sicilia. I pentastellati si tirano fuori, con Conte che annuncia: “Andremo da soli”. Dopo lunghi giorni di confronti tra gli esponenti locali del M5S e l’ex premier, oggi la decisione ufficiale: “In Sicilia abbiamo tentato fino all’ultimo di costruire un percorso comune, anche in considerazione del percorso di partecipazione costruito in occasione delle primarie. Dal Partito democratico, però, ancora una volta non sono giunte risposte adeguate. Siamo arrivati a questo paradosso: da una settimana c’è un’impasse dovuta all’insistenza dei democratici per infilare nelle liste esponenti impresentabili”, scrive Conte sui social.

“Per noi la questione è semplice: abbiamo sempre detto che saremo stati garanzia di profili impeccabili, al servizio dei cittadini”, aggiunge il leader grillino. “Questi segnali che ci arrivano dagli amici del Pd non sono affatto incoraggianti. La Sicilia merita francamente di più. Ai cittadini abbiamo il dovere di trasmettere credibilità, trasparenza, passione. In una parola, fiducia: quella che sembra ancora una volta mancare. Questa nostra linea di condotta è una garanzia per i siciliani e per tutti gli italiani”.

Il nome su cui era ricaduta la scelta del campo riformista era quello di Caterina Chinnici, con le primarie. Ma l’alleanza, dopo la rottura a Roma, non ha retto sull’isola. Chinnici, eurodeputata dem e figlia del magistrato vittima di Cosa nostra Rocco Chinnici, aveva trattato con gli alleati per conciliare le posizioni sul programma. Nelle ultime ore la trattativa aveva riguardato anche la composizione dell’eventuale giunta. “Alto tradimento” tuona il segretario regionale del Pd, Anthony Barbagallo. “A Giuseppe Conte dico, intanto, che la dignità è mantenere la parola data. E questa rocambolesca giravolta di oggi del suo Movimento è tutt’altro che degna. Quello del M5S è alto tradimento nei confronti dei siciliani che hanno creduto al fronte progressista. Il Movimento 5 stelle in Sicilia aveva condiviso l’opposizione a Musumeci e in virtù di questo ha sottoscritto un patto per le primarie di coalizione. Hanno garantito il sostegno alla candidata vincitrice, Caterina Chinnici e il Pd aveva detto, più volte nei giorni scorsi, si a tutte le richieste da loro avanzate. Alcune anche premature per non dire stravaganti”.

E ora? Dopo la rottura tra Pd e 5 Stelle Chinnici rimarrà in campo come candidata? Contattata da Repubblica, ha dichiarato: “Attraverso le primarie mi era stata affidata la guida di una coalizione che non esiste più. Tanta rispettosa e paziente attesa per ritrovarsi ora in uno scenario stravolto che di fatto azzera tutto e impone nuove riflessioni nel pochissimo tempo rimasto”. Parole che sembrano far pensare a un suo ritiro. Intanto i grillini fanno filtrare il nome del candidato alla presidenza della Regione: quello del capogruppo all’Ars Nuccio Di Paola.

Esulta il candidato del centrodestra Renato Schifani: “Il nostro obiettivo – commenta – è la vittoria. Andiamo avanti senza distrazioni”. Il Pd nel frattempo si spacca: “Adesso Barbagallo si assuma le sue responsabilità – dice Antonio Rubino, coordinatore degli orfininiani siciliani – È troppo tardi per gridare vergogna ai 5stelle e pensare di farla franca dopo avere praticato ritorsioni su chiunque abbia espresso dubbi su questa alleanza sgangherata e contraddittoria”.

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