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    Sgarbi denuncia Carfagna e Bartolozzi: “Mai detto t***e. Ho solo ricordato come sono arrivate in Parlamento”

    Di Marta Vigneri
    Pubblicato il 27 Giu. 2020 alle 15:26 Aggiornato il 27 Giu. 2020 alle 15:31

    Sgabri denuncia Carfagna e Bartolozzi: “Mai chiamate t***e”

    Vittorio Sgarbi denuncerà la vicepresidente della Camera, Mara Carfagna, e la collega Giusi Bartolozzi dopo che gli insulti rivolti alle due deputate giovedì scorso gli sono valsi l’espulsione forzata dall’Emiciclo. “Le sole parole “irripetibili” che ho pronunciato all’indirizzo delle due “indignate di comodo” sono: “ridicola” alla Bartolozzi e “fascista” alla Carfagna. Parole perfettamente aderenti ai loro comportamenti. Quanto alla Bartolozzi, ex magistrato, le ho anche evocato il nome di “Berlusconi”, solo per ricordarle che si trova in Parlamento proprio grazie alla generosità di Silvio Berlusconi, l’uomo più perseguitato d’Italia da certa magistratura”, ha spiegato Sgarbi in un post condiviso su Facebook.

    Il deputato era stato trascinato di peso fuori dalla Camera dopo che aveva insultato altri deputati, pronunciato parole pesanti verso la magistratura e offeso i colleghi con parolacce, tra cui “Vaffanc***”, “stro***”, “tro**” ed altre parole incomprensibili dalle tribune. “Quanto all’ex soubrette in catene Mara Carfagna (lo so, ricordare ciò che siamo stati è sempre un esercizio faticoso) ribadisco che impedirmi di parlare e votare è un atto fascista”, ha aggiunto il deputato del gruppo misto. È stata infatti la vice presidente della Camera a chiedere che Sgarbi fosse portato via, dopo che già due settimane fa la tensione era salita alle stelle a causa del comportamento di lui che, rifiutandosi di indossare la mascherina, aveva provocato l’indignazione di Carfagna.

    In merito all’ultimo increscioso episodio, Sgarbi ha poi aggiunto: “Ma le due “indignate a comando” cosa fanno”? Montano una ignobile strumentalizzazione politica mostrandosi come vittime. Evocano il sessismo pretendendo in quanto “donne”, una sorta di immunità alle critiche, esercitando, loro sì, una forma di intimidazione nei miei confronti. Vista la grave diffamazione consumata ai miei danni con accuse false, dovranno portare le prove in un tribunale, il solo luogo in cui si potrà parlare liberamente di ciò che ho detto, visto che il Parlamento è diventato un luogo di censura e di restrizioni. In quella sede si potrà anche ricostruire il percorso che ha portato la Bartolozzi e la Carfagna in Parlamento. In modo che, anche se con anni di ritardo, si possa poi dire: aveva ragione Sgarbi”.

    Il sindaco di Sutri ha alzato i toni dopo che la deputata di Fi stava replicando al suo intervento precedente durante la discussione del dl carceri, in cui aveva chiesto una commissione d’inchiesta “per la nuova Tangentopoli, la Palamaropoli”.

     

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