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Home » Politica

Tutti parlano di giovani ma nessuno ha votato per loro a Roma

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‘Ho sempre tentato. Ho sempre fallito. Non discutere. Prova ancora. Fallisci ancora. Fallisci meglio.’ Samuel Beckett

Le ultime elezioni amministrative capitoline sono state, da quando si elegge direttamente il Sindaco di Roma, quelle con maggior numero di candidati under 25. Aspiranti consiglieri candidati a sostegno di Roberto Gualtieri, Virginia Raggi ed Enrico Michetti. Alle spalle una campagna elettorale fatta di volantinaggi, banchetti ed incontri per sostenere ciascuno il proprio candidato sindaco e per cercare di raccogliere le preferenze.

Il primo turno delle elezioni comunali restituisce una fotografia assolutamente non gratificante per chi crede nell’impegno attivo delle nuove generazioni. Un’istantanea che deve far riflettere perché se è vero che tanti di noi candidati hanno ottenuto risultati straordinari è anche vero che questi, per quanto brillanti, non saranno sufficienti a far entrare nessun under 25 in Campidoglio. E visto che la scelta di candidarsi in Comune non era mossa dalla voglia di fare  testimonianza o dalla necessità di riempire una lista, ora è necessario cercare di capire cosa concretamente non ha funzionato.

Partendo da questa domanda abbiamo raccolto in una lettera le analisi di alcuni dei candidati under 25 a queste elezioni:

  1. Gli over 35, tendenzialmente, non sono molto propensi a votare un under 25, per una serie di ragioni, giuste o sbagliate che siano. Alcuni ci hanno ritenuto troppo giovani per occuparci della cosa pubblica, altri invece non erano interessati alle nostre proposte. Questo riguarda soprattutto il modo in cui vengono percepiti i giovani politicamente impegnati nella Città Eterna. Parliamo di Roma non a caso perché, con qualche eccezione, a Milano e in altre grandi città la scelta degli elettori ha premiato maggiormente le nuove generazioni. Nel nostro caso, troppo spesso, l’essere molto giovani è stato associato automaticamente alla mancanza d’esperienza, all’incompetenza e al dilettantismo. Le persone dovrebbero però capire che essere giovane non vuol dire necessariamente essere meno competente, come avere i capelli bianchi non vuol dire automaticamente esserlo di più. Sono stereotipi e falsi miti che dobbiamo sforzarci di abbattere tutti insieme con la forza dei fatti.
  1. Gli under 25 non sono propensi ad andare a votare, nemmeno se a candidarsi sono i loro coetanei e qui inevitabilmente noi candidati abbiamo una responsabilità in più. I dati SWG ci dicono che il 66% degli under 35 non si è recato alle urne. Purtroppo non abbiamo ancora un dato sugli under 25 ma è facile presumere che la percentuale di defezione sia ben più alta. In sostanza, i giovani, corteggiati da tutti in campagna elettorale, ma non coinvolti in precedenza dalla politica, hanno deciso di disertare le urne. Nonostante l’impegno e la passione che ci abbiamo messo, non siamo stati abbastanza bravi da rompere il muro dell’indifferenza e far capire ai nostri coetanei l’importanza di esercitare un diritto.
  1. Il sistema elettorale: le preferenze storicamente penalizzano giovani e volti nuovi, tendendo invece a premiare gli uscenti, chi ha una struttura correntizia alle spalle e chi, per ragioni anagrafiche o economiche, è maggiormente noto.

Il prossimo sindaco della Capitale avrà una grande responsabilità. Per riportare i giovani al voto e per renderli protagonisti del rilancio economico e sociale di Roma, bisogna che siano coinvolti nei processi decisionali che determinano la trasformazione della città. Per combattere l’astensionismo e il disinteresse dei giovani bisogna affrontare alla radice la sfiducia verso la politica con provvedimenti concreti sui temi che ci interessano da vicino.

Bisognerà lavorare in sinergia per creare opportunità lavorative, per migliorare il trasporto locale e renderlo maggiormente attrattivo per la nostra generazione, bisognerà trasformare completamente il mondo universitario rendendo Roma una città universitaria a tutti gli effetti, bisognerà rivoluzionarie l’assegnazione degli spazi comunali abbandonati concedendoli in comodato d’uso ai giovani che vogliono fare impresa, che si occupano di sociale o che si impegnano per il bene della città.

Sarà indispensabile ricostruire Roma ripartendo anche dall’accessibilità agli impianti sportivi per tutte le fasce della popolazione e dalla centralità dello sport, per troppo tempo considerato tema secondario nell’agenda politica cittadina. Ci batteremo affinché nasca il Consiglio dei Giovani di Roma Capitale, perché serve rappresentanza ed è indispensabile che tutte le ragazze e i ragazzi si sentano parte integrante sotto ogni aspetto della vita dell’Urbe. Andrà presentato un pacchetto economico indispensabile per il sostegno all’emancipazione economica, professionale e abitativa dei giovani e chiaramente non si potrà più evitare di coinvolgere i giovani in discussioni importanti come quelle che riguardano la movida o l’organizzazione dei grandi eventi.

Proprio per questo è necessario che i giovani ritornino centrali, che nascano più spazi di democrazia, che si lavori seriamente per avvicinare le nuove generazioni alle istituzioni. Non c’è più tempo da perdere, perché è vero che noi siamo il futuro di questo Paese e di questa città, ma mai come oggi siamo indispensabili per immaginare un nuovo presente, per la rinascita di Roma, per la ricostruzione del tessuto sociale che non ci considera e non ci valorizza. Siamo una generazione che nonostante le sconfitte e gli sbagli, non si arrende e non si ferma. Ripartiamo da qui, dai territori, dalla forte presenza dei giovani nei consigli municipali e dalla determinazione di tornare ad incidere. Qui e ora.

Federico Lobuono – Lista Civica Gualtieri Sindaco

Simone Leoni – Forza Italia

Marco Colarossi – Lista Civica Virginia Raggi

Leggi anche: “Difficile che gli elettori di Raggi e Calenda scelgano il Pd: ecco perché la vittoria di Gualtieri non è scontata”

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