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Rixi: “Dimissioni? Faccio quello che decide Salvini, non Di Maio o Conte”

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Edoardo Rixi: “Io rispondo a Salvini, non a Di Maio” | Caso Rixi | “Faccio quello che decide Salvini, non quello che decide Di Maio”. Lo dichiara Edoardo Rixi in un’intervista al Corriere della Sera, alla domanda se avesse intenzione di dimettersi in caso di condanna (la sentenza è attesa per domani, giovedì 30 maggio) per il processo “spese pazze” in Regione Liguria, che lo vede tra gli indagati (qui il riassunto della vicenda).

La vicenda, che dopo il Caso Siri (qui il riassunto) rischia di riaccendere le tensioni nel governo, potrebbe essere risolta ancora una volta dal Premier Giuseppe Conte, il quale potrebbe chiedere al viceministro alle Infrastrutture un passo indietro.

Un’eventualità che Rixi non esclude anche se aggiunge: “Non so se è il caso, non possiamo sempre fare passi indietro. Bisogna capire qual è la mediazione. Conte è il mio premier, ma se io sono viceministro è perché lo ha voluto Matteo”.

Sul Movimento 5 Stelle, che attraverso le parole di Alessandro Di Battista e del sottosegretario Stefano Buffagni, ha fatto sapere che Rixi dovrebbe lasciare in caso di condanna perché scritto nel contratto, il viceministro ha risposto: “Hanno ragione, ma nel contratto c’era anche scritto che Armando Siri non si doveva dimettere fino al rinvio a giudizio. O il contratto si applica
sempre, o non si applica. Raggi doveva andare a casa due volte e anche Appendino”.

Rixi, che ha sottolineato ancora una volta la sua estraneità ai fatti contestategli dalla Procura di Genova, ha detto di avere fiducia nei giudici, ma anche di temere che la vicenda si concluda in Cassazione, così come avvenuto per Ignazio Marino.

“Ho sentito di un giudice imparentato con un senatore 5 Stelle. Ma fortunatamente non sta nel mio collegio giudicante” conclude il viceministro.

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