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“Se vince il Sì ci togliamo di mezzo la magistratura”: bufera per le parole della capo gabinetto di Nordio

Immagine di copertina
Credit: AGF

Le parole di Giusi Bartolozzi irritano Meloni. Il ministro: "Si scuserà". Ma le opposizioni chiedono le dimissioni

A meno di due settimane dal referendum sulla riforma della magistratura, la campagna referendaria registra una nuova fiammata di polemiche per le parole di Giusi Bartolozzi, capo gabinetto del ministero della Giustizia. Finché la giustizia non ti marchia, tu non lo capisci. Faccio appello a tutti i cittadini che hanno sofferto sulla propria pelle: Votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura, che sono plotoni di esecuzione”, ha dichiarato la funzionaria nel corso di un dibattito televisivo sull’emittente siciliana TeleColor.

“Il penale – ha aggiunto – uccide le persone, rovina la reputazione, uccide le famiglie poi può essere che dopo 15 anni una parte si sente dire che il fatto non sussiste. Ma nel frattempo il penale tocca la vita delle persone”.

Successivamente, a fronte del clamore suscitato dalle sue dichiarazioni, Bartolozzi, interpellata dall’agenzia di stampa Ansa, si è difesa così: “Nel corso del dibattito tv ho più volte precisato che la gran parte dei magistrati sono eccellenti professionisti, che lavorano nel silenzio delle aule e che non cercano ribalte. Solo una piccola parte, purtroppo quella correntizzata, governa però il sistema”.

Secondo l’ Ansa, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni – che ieri ha pubblicato sui social un lungo video-messaggio invitando gli italiani a votare Sì al referendum – non ha per nulla gradito.

 

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Il ministro della Giustizia Carlo Nordio si è detto dispiaciuto e ha sostanzialmente invitato Bartolozzi a scusarsi: “Mi dispiace per le parole usate dal mio capo di gabinetto”, ha dichiarato il guardasigilli. “Anche se pronunciate nel contesto di un confronto televisivo lungo e acceso, quell’affermazione è apparsa un attacco all’intera magistratura. Come è chiaro a chiunque in buona fede, la riforma non indebolisce in alcun modo la magistratura né intende attaccare i magistrati, bensì punta a restituire loro prestigio e autorevolezza. Il mio capo di gabinetto – ha sottolineato Nordio – ha già chiarito che si riferiva a una piccola parte di giudici politicizzati e sicuramente non avrà alcuna difficoltà a scusarsi per parole che sono certo non rispecchiano il suo pensiero e la stima che ha della magistratura, di cui, tra l’altro lei stessa fa parte”.

Ma per le opposizioni, le scuse non basterebbero. Il centrosinistra invoca le dimissioni della capo gabinetto. Per la deputata del Pd Debora Serracchiani, “le parole attribuite a Giusi Bartolozzi sono sconcertanti e gravissime”: “Un capo di gabinetto che dichiara di non avere fiducia nella giustizia del proprio Paese appare semplicemente inadatto al ruolo che ricopre”, attacca la dem. Per Luana Zanella, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera, Bartolozzi “è andata in tv dicendo cose gravissime, ammettendo che lo scopo del referendum è colpire la magistratura”: “Lasci le istituzioni!”, auspica l’esponente di Avs.

Le parole di Bartolizzi hanno finito per mettere quasi in secondo piano l’intervento nella campagna referendaria di Meloni. La riforma punta a “rendere la giustizia più responsabile e libera dalla magistratura, che ha perso molto della sua autorevolezza e molto della sua efficacia”, aveva detto la premier in un videomessaggio di 13 minuti dalla terrazza degli uffici Fdi alla Camera. “Vi dicono andare a votare per mandare a casa il governo, ma il governo non si dimetterà in caso di vittoria del No”, aveva messo in chiaro Meloni. “Il mio consiglio è: votate pensando a cosa sia meglio per voi e per i vostri figli, non pensando a cosa sia meglio per il governo”.

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