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    Prove di governissimo? Per approvare lo scostamento di bilancio la maggioranza ha bisogno di Forza Italia

    Informativa del presidente del Consiglio Giuseppe Conte sugli esiti del Consiglio europeo in aula della Camera, Roma, 22 luglio 2020. ANSA/ ROBERTO MONALDO

    Il Cdm ha dato il via libera a un nuovo scostamento di bilancio da 25 miliardi, ma per l'ok al Senato servono i voti degli azzurri

    Di Anna Ditta
    Pubblicato il 23 Lug. 2020 alle 09:11

    Dopo i 20 miliardi del dl Cura Italia e i 55 miliardi del dl Rilancio, il Consiglio dei ministri ha dato il via libera a un nuovo scostamento di bilancio da 25 miliardi nel mese di agosto, sulla scia del risultato ottenuto in Ue sul Recovery fund, che garantirà all’Italia circa 209 miliardi. La nuova richiesta di extra deficit servirà a estendere la cassa integrazione Covid in maniera selettiva, a finanziare un meccanismo di incentivi per le imprese accompagnato dalla decontribuzione, e ad alleggerire il peso delle tasse sospese e rinviate a settembre, ma anche a destinare nuove fondi alle casse dei comuni e delle regioni.

    Il parlamento dovrebbe approvare la “manovra estiva” mercoledì 29 luglio, ma per autorizzare lo scostamento servirà la maggioranza assoluta dei parlamentari. Se alla Camera questi voti possono essere considerati solidi, a Palazzo Madama non è lo stesso. Di fronte ai 161 voti necessari, la maggioranza (M5S, Pd, Iv, Leu e Maie) può contare su 154 senatori, cui si aggiungono i voti di senatori a vita e dei componenti del gruppo misto che appoggiano il governo dall’esterno. Numeri che tengono il governo col fiato sospeso.

    Mentre nei due precedenti scostamenti di bilancio l’opposizione, complice la situazione di emergenza, aveva dato il via libera alla richiesta, stavolta potrebbe andare diversamente. E Conte potrebbe avere bisogno di tendere una mano alla forza d’opposizione che si è mostrata più “responsabile” nei confronti dell’esecutivo: Forza Italia. D’altra parte, il fatto che tra gli azzurri stia accadendo qualcosa lo dimostrano gli addii di tre ex fedelissimi di Berlusconi — Paolo Romani, Gaetano Quagliariello e Massimo Berutti — che ieri si sono spostati nel gruppo misto.

    La contropartita per i forzisti, come sottolinea il Corriere, potrebbe arrivare sul piano fiscale, con agevolazioni per i lavoratori autonomi e le partite Iva, che si aggiungerebbero a quelle annunciate dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri (Pd) e dalla vice Laura Castelli (M5S) con la rateizzazione fino al 2021 delle ritenute e dei versamenti fiscali e contributivi di marzo, aprile e maggio, al momento rinviati al 16 settembre.

    Se FI dovesse votare in favore dello scostamento, distaccandosi dalle posizioni di Lega e FdI, la mossa potrebbe essere vista come una prova di intesa per una possibile maggioranza allargata agli azzurri, con il “governissimo” di cui si è discusso nelle ultime settimane dopo le dichiarazioni di Prodi e di De Benedetti. L’esecutivo – pur festeggiando il successo sul Recovery Fund – rimane infatti alle prese con diversi nodi da sciogliere, dal Mes alla legge elettorale, e l’allargamento della maggioranza potrebbe trasformarsi da ipotesi a concreta necessità.

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