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Elezioni europee 2019: il programma di CasaPound

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 13 Mag. 2019 alle 17:24 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 01:15
Immagine di copertina
Simone Di Stefano

Programma CasaPound Europee 2019 | CasaPound ha presentato il suo programma per le elezioni europee del 26 maggio 2019.

CasaPound si presenta in alleanza con Destre Unite.

Accanto al segretario del movimento Simone Di Stefano, capolista in tutte e cinque le circoscrizioni, l’avvocato e scrittore sovranista Marco Mori (candidato sia a Nord Ovest che a Nord Est), l’ex magistrato Augusto Sinagra (Centro), l’economista Giampiero Joime (Centro), il Generale della Folgore Sergio Fucito (Centro), i consiglieri comunali di Cpi a Bolzano Andrea Bonazza e Mauro Puglisi Ghizzi (Nord Est), tre donne di primo piano nel movimento, Angela De Rosa (Nord Ovest), Carlotta Chiaraluce (Centro) ed Emmanuela Florino (Sud). CasaPound correrà nel partito Alleanza europea dei movimenti Nazionalisti (Aemn), collegata con Bela Kovacs di Jobbik.

Il simbolo di CasaPound per le europee è la tartaruga testudo.

• Europee 2019, tutti i candidati di CasaPound per circoscrizione

Qui il programma CasaPound completo..

Programma CasaPound Europee 2019 | I punti principali

Questi i punti principali del programma CasaPound alle europee 2019:

1. No euro e uscita dall’Unione europea

2. Stop immigrazione, ius soli. Rimpatri immediati

3. Lavoro stabile per gli italiani 

4. Tutela dei beni comuni

5. Diritti sociali. Prima gli italiani nelle periferie

“Vogliamo andare a Bruxelles per portare quei temi abbandonati da Salvini e Di Maio. A partire dall’uscita dall’euro e dalla UE, che riteniamo l’unico modo per riprenderci la nostra sovranità. Fuori da questa UE che è una prigione c’è un mondo, l’Italia potrà essere il Giappone d’Europa”, ha sottolineato il leader Simone Di Stefano.

Secondo CasaPound, “la nazione italiana deve tornare ad essere un organismo avente fini, vita e mezzi d’azione superiori, per potenza e durata, a quelli degli individui, divisi o raggruppati, che lo compongono. Deve tornare ad essere una unità spirituale, politica ed economica, che si realizza integralmente nello Stato. Individui e gruppi, aziende e lavoratori uniti per realizzare l’interesse collettivo. La realizzazione di una base di partenza per tutti: lavoro stabile e ben pagato, casa di proprietà, possibilità di avere figli e mantenerli. Una base solida, fatta anche di servizi pubblici essenziali d’eccellenza (sanità, istruzione, previdenza) su cui ognuno possa costruire il proprio futuro, seguendo liberamente le proprie capacità, inclinazioni, aspirazioni e contribuendo, per questa via, alla ricchezza e alla potenza nazionale”.

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