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La sospensione della prof di Palermo è scandalosa: odiano il libero pensiero perché incapaci di costruirne uno

Di Giulio Cavalli
Pubblicato il 19 Mag. 2019 alle 16:17 Aggiornato il 19 Mag. 2019 alle 17:23
Immagine di copertina
La professoressa Rosa Maria Dell'Aria

Professoressa sospesa Palermo | È una roba enorme la sospensione della professoressa palermitana Rosa Maria Dell’Aria accusata di “omessa vigilanza” su un (bel) compito in classe dei suoi allievi che hanno giustamente confrontato i morti delle camere a gas con quelli (enormemente più invisibili ma con intorno la stessa indifferenza) che muoiono nelle prigioni libiche o rimangono incagliati sotto al mare.

È una cosa enorme perché la scuola ci ha messo anni di pedagogia per trovare il metodo migliore di educare piuttosto che istruire, di rendere i propri allievi capaci di costruirsi un pensiero autonomo e indipendente e svilupparlo con la capacità di sostenere le proprie tesi e, che piaccia o no il lavoro svolto, quella relazione scolastica ha tutte le caratteristiche per essere un ottimo lavoro di una persona adulta e consenziente.

È scandaloso che in una scuola, contro un’idea, arrivi addirittura la Digos, a cercare chissà le prove di cosa, forse le tracce di un pensiero autonomo, con i cani antidroga ad annusare sotto i banchi per trovare i resti di qualche schiena dritta che preferisce pensarla a modo proprio, secondo la propria etica, anche a costo di dispiacere al potente di turno.

Chissà se hanno relazionato sulla brigatista disposizione dei banchi oppure hanno chiamato gli artificieri per disinnescare la libertà di pensiero. Deve essere stata una scena epica per la sua goffaggine, quella delle forze dell’ordine pronte a difenderci dalla pericolosità di alunni che, oddio, hanno preparato una serie di slide che potrebbero non piacere al nostro ministro dell’inferno.

Eppure non stupisce, no, che qualcuno tema la cultura e il pensiero unico. È un adagio antico che ci riporta ai nostri momenti più bui ed è normale per chi invece è incapace di costruirne uno, di pensiero.

Per chi riesce solo ad essere contro qualcuno e mai per qualcuno, per chi ha bisogno di distruggere i diritti esistenti semplicemente perché non è capace di immaginarne di nuovi, per chi continuerà sempre ad additare un nemico perché solo così sta in piedi la sua propaganda che non è fatta di niente oltre che un po’ di bugiarda paura impastata con l’invidia e la disperazione.

Questi temono il pensiero perché li mette con le spalle al muro, preferiscono la banalizzazione alla complessità perché così la politica rinuncia al suo compito di suggeritore di analisi e divide il campo tra sfegatati tifosi di una parte contro l’altra. E invece il pensiero complesso ha bisogno di numeri, dati certi, di valori non derogabili e di conoscenze. E il pensiero complesso, purtroppo per noi, è uscito dal dibattito da un bel pezzo. Purtroppo per noi.

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