Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Politica

Pd, il successore di Zingaretti potrebbe essere Letta. “Serve un leader autorevole”

Immagine di copertina
Enrico Letta. Credit ANSA

Pd, il successore di Zingaretti potrebbe essere Letta

Le ferite delle dimissioni di Nicola Zingaretti dal ruolo di segretario del Pd bruciano ancora a Largo del Nazareno, e i capi corrente sono costretti a cercare tra le macerie il nome del successore, che traghetti il Pd verso le prossime elezioni amministrative. Non si può trattare di una soluzione temporanea, che duri solo qualche mese, perché oltre che occuparsi del prossimo appuntamento elettorale il sostituto di Zingaretti dovrà gestire il partito all’interno della complicata maggioranza di governo.

E secondo un retroscena del Corriere della Sera, questo successore potrebbe essere l’ex premier Enrico Letta. “Non esiste che si vada a un reggente provvisorio. Abbiamo bisogno di eleggere in Assemblea nazionale un segretario il più autorevole possibile che ci guidi fino al congresso”: sarebbe questa la posizione di Dario Franceschini, riportata oggi dal quotidiano. Considerazioni che porterebbero direttamente a Sciences Po, dove l’ex presidente del Consiglio è professore.

Molti dem sostengono che “ci voglia uno come lui”, ma c’è ancora molta indecisione attorno alla scelta del futuro o della futura leader. Gli altri possibili nomi sono quelli di Anna Finocchiaro (candidatura sostenuta da Andrea Orlando) e dell’ex ministro Giuseppe Provenzano, un nome caldeggiato da Franceschini. Un’altra possibilità è quella di eleggere l’ex ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, figura in poll anche per un’altra candidatura: quella a sindaco di Roma.

Intanto Zingaretti assicura di non voler tornare sui suoi passi, semmai di essere intenzionato a fare il possibile per favorire l’elezione di un sostituto in seno all’assemblea, e proprio ieri si sarebbe fatto la tessera del Pd. Significa che non farà niente per ostacolare le scelte degli altri dirigenti. Anche i capi corrente di minoranza, Luca Lotti e Lorenzo Guerini, hanno assicurato di voler supportare le scelte dei colleghi di maggioranza, ma le idee non sono ancora chiare. Bisogna fare presto: l’Assemblea Nazionale del partito è prevista per questo fine settimana.

Leggi anche: 1. Zingaretti dalla D’Urso: lo snobismo di una certa sinistra per la tv popolare 2. Cottarelli a TPI: “Sbagliato che un viaggio come quello di Renzi a Riad sia legalmente possibile”
Ti potrebbe interessare
Politica / Massimo Giannini: “Io, svegliato alle 4 notte per una querela per diffamazione. Dietro c’è una regia politica”
Politica / Perché la mancanza di una legge elettorale uguale in tutta l'Ue è un problema
Opinioni / Comunque vadano le elezioni, una cosa è certa: oggi l’Europa politicamente non esiste
Ti potrebbe interessare
Politica / Massimo Giannini: “Io, svegliato alle 4 notte per una querela per diffamazione. Dietro c’è una regia politica”
Politica / Perché la mancanza di una legge elettorale uguale in tutta l'Ue è un problema
Opinioni / Comunque vadano le elezioni, una cosa è certa: oggi l’Europa politicamente non esiste
Politica / Le partite della politica italiana nella partita delle elezioni europee
Politica / Generazione euro: così i giovani possono fare la differenza alle europee
Politica / Non solo Vannacci e Salis: ecco i candidati da tenere d'occhio
Politica / Tutti i partiti e le liste in corsa in Italia
Politica / Difesa, ambiente, IA: i temi chiave delle elezioni europee
Politica / Yanis Varoufakis a TPI: “L’Europa è diventata un continente fallito, idiota e pericoloso”
Politica / Ferrara (M5S) a TPI: “Con Meloni è tornata l’austerity: un governo forte con i deboli e debolissimo con i poteri forti”