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Pandora Papers: da Tony Blair a Claudia Schiffer, i tesori nascosti nei paradisi fiscali di vip e politici

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Pandora Papers: da Tony Blair a Claudia Schiffer, i tesori nascosti nei paradisi fiscali di vip e politici

A cinque anni dai Panama Papers, una nuova inchiesta internazionale rivela i segreti delle società offshore usate da ricchi e potenti in tutto il mondo. Con 11,9 milioni nuovi file, su cui hanno lavorato per due anni 600 giornalisti tramite il Consorzio Internazionale dei Giornalisti Investigativi (ICIJ), i Pandora Papers mostrano come più di 100 miliardari, oltre 300 politici da più di 90 paesi e 35 capi di stato o di governo hanno nascosto i propri patrimoni all’estero.

Dal re di Giordania a Tony Blair, dalla famiglia reale britannica a Claudia Schiffer, passando per Shakira e il circolo ristretto dei collaboratori di Vladimir Putin, i documenti dimostrano il funzionamento di un sistema finanziario ombra, utilizzato da alcune delle persone più potenti al mondo per celare i propri patrimoni e in alcuni casi evitare di pagare tasse.

L’inchiesta, realizzata da 150 testate di tutto il mondo, tra cui l’Espresso per l’Italia, apre uno spaccato su oltre 29.000 conti offshore e si spinge ben oltre ai Panama Papers di cinque anni fa, basati sul materiale di un singolo studio legale. I Pandora Papers raccolgono infatti l’analisi di dati di 14 diverse entità di servizi finanziari in Paesi e territori che includono la Svizzera, Singapore, le Isole Vergini Britanniche, Belize e Cipro. I documenti esaminati sono datati fra il 1996 e il 2020, anche se alcuni risalgono agli anni 1970.

I file rivelano come il re di Giordania Abdullah II, storico alleato degli Stati Uniti, abbia usato varie società fantasma per acquistare per oltre 100 milioni di dollari proprietà di lusso a Malibu, in California, a Londra e a Washington.

In Gran Bretagna, secondo i documenti, Tony e Cherie Blair hanno risparmiato centinaia di migliaia di sterline in imposte sugli immobili con l’acquisto di un edificio per uffici a Londra tramite una società offshore. L’inchiesta arriva anche alla famiglia reale britannica, che tramite il fondo della Regina ha acquistato per 67 milioni di sterline una proprietà a Londra legata alla famiglia del presidente dell’Azarbaijan, Ilham Aliyev, accusata di corruzione.

In Europa i documenti espongono l’acquisto per 22 milioni di dollari di un castello in Francia, vicino Cannes, da parte del premier ceco Andrej Babis, politico miliardario che si presenta come populista avversario dell’élite europea e che questa settimana dovrà affrontare le elezioni parlamentari.

In Africa il presidente del Kenya Uhuru Kenyatta e i suoi stretti familiari hanno creato almeno sette entità offshore per nascondere denaro e beni immobiliari per più di 30 milioni di dollari, pur dipingendosi da anni come nemico numero uno della corruzione.

Tra le tante celebrità citate nei documenti, figura anche la modella tedesca Claudia Schiffer, registrata con il cognome della madre oltre a star della musica come Shakira e Elton John e il cantante spagnolo Julio Iglesias, beneficiario di almeno venti società delle Isole Vergini Britanniche.

Per quanto riguarda l’Italia, l’Espresso rivela che nei documenti è presente anche il boss della camorra Raffaele Amato: il capo degli “scissionisti” arrestato nel 2005, operava tramite una società di comodo, registrata in Gran Bretagna e usata per acquistare proprietà in Spagna. Vengono citati nei Pandora Papers anche l’ex nazifascista Delfo Zorzi e l’ex allenatore del Milan, attualmente al Real Madrid, Carlo Ancelotti. Secondo l’Espresso, nei documenti figurano le società estere usate dal tre volte vincitore della Champions League che già erano finite al centro delle indagini delle autorità spagnole.

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