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Michele Santoro al TPI FEST! 2021: “Vi dico la verità sulle stragi di Mafia”

“Scorte inutili, la mafia non uccide da 27 anni”

“Siamo ammirati da quei magistrati e quei giornalisti con la scorta chilometrica eppure sono 27 anni che la mafia non fa attentati e neanche li prepara”. Lo ha detto Michele Santoro, giornalista, conduttore e autore televisivo, nel corso dell’intervista condotta dal direttore di TPI Giulio Gambino al TPI Fest! 2021 di Sabaudia.

Il famoso giornalista ha presentato il suo ultimo libro “Nient’altro che la verità” in cui ripercorre le vicende degli attentati mafiosi della stagione stragista 1992- 1993 a partire dalla testimonianza di Maurizio Avola, ex killer mafioso di Cosa Nostra. Nel libro Michele Santoro sostiene che cercare un mandante “occulto” dietro le stragi sia un gravissimo errore di prospettiva perché Cosa Nostra non può essere ridotta a un gruppo di assassini agli ordini di terzi. Va piuttosto interpretata come un grande potere che negli anni si è mosso ai lati o talora in antitesi allo Stato ma senza mai sottomettersi ad esso. Per cui, secondo Santoro, i magistrati anziché cercare presunti e probabilmente inesistenti mandanti occulti dovrebbero sforzarsi di chiarire le responsabilità di chi doveva garantire la sicurezza di Paolo Borsellino e invece non lo ha fatto, lasciandolo solo.

Santoro arriva a questa conclusione cercando di ripercorrere quei drammatici momenti dal punto di vista dell’organizzazione criminale. Nella sua ricostruzione, Riina si sentiva tradito dal partito Socialista e della Democrazia Cristiana che avevano accolto a Roma Falcone, nonché da Silvio Berlusconi, a cui la mafia aveva garantito il suo appoggio nei primi anni di Fininvest, e che poi negli anni Novanta aveva ospitato sulle sue reti la battaglia di Costanzo contro la mafia stessa.

Secondo Santoro, le bombe di Riina sono proprio la reazione a questo “tradimento” da parte dello Stato e del potere politico ed economico alla vigilia di Tangentopoli. “Cosa Nostra non ha mai preso ordini dall’esterno”. – ha detto il giornalista sul palco del TPI Fest! 2021 nell’intervista con Giulio Gambino – “Non c’è mai stato un Berlusconi che ha organizzato le stragi. Lo spiego nel mio ultimo libro”.

Parlando del Capo dei capi, Santoro ha poi aggiunto: “Rina non era un delinquente assetato, ma Napoleone Bonaparte della delinquenza che voleva acquisire tutta Cosa Nostra, allora organizzata in cinque province siciliane. Per farlo fa ammazzare i vecchi capi, mette suoi uomini di fiducia in ogni provincia. Il problema è che quando sta per appropriarsi dell’immensa ricchezza per gestirla in prima persona emerge Falcone, il quale crea quello che si chiama il teorema Buscetta, cioè la possibilità di utilizzare collaboratori per dimostrare le responsabilità della mafia nei più grandi delitti. La strategia delle bombe di Riina parte anche da questo”.

Santoro ridimensiona nel suo libro il peso dei servizi segreti deviati e delle forze dell’ordine infedeli nell’organizzazione degli attentati sulla base delle dichiarazioni di Avola che nega la presenza di 007 al momento dell’attentato di via D’Amelio in cui morì Paolo Borsellino. A questo proposito, il giornalista criticando sia recenti indagini della magistratura sia inchieste giornalistiche su rapporti mafia e servizi segreti di Report ha poi provocatoriamente domandato alla platea: “Ma secondo voi è possibile che un’organizzazione che è pronta ad uccidere un “uomo d’onore” perché ha omesso di dichiarare che un suo parente di terzo grado è un poliziotto si metta a prendere ordini da quelle stesse forze dell’ordine con cui è in guerra?”.

“Nomine Rai? Alla Tv pubblica non servono i programmi di Discovery”

Nel corso dell’intervista, Michele Santoro ha poi commentato le nuove nomine dei vertici Rai proposte da Draghi: “Carlo Fuortes deve dimostrare di saper fare qualcosa di molto più grosso di gestire un teatro. Marinella Soldi ha studiato in Inghilterra, ha i titoli, ha fatto Discovery. Ma voi l’avete vista Discovery? Andatela a vedere: gente squartata perché deve dimagrire, i ristoranti della mattina alla sera. Sicuramente sarà di talento ma quando scelgo due persone che hanno titoli di studio mi devono dire che tipo di tv vogliono fare, che programma vogliono portare avanti. Salini è un uomo dotato di background straordinario, ma non aveva diretto niente in vita sua e lo avevano beccato in uno studio televisivo di secondo ordine. Saranno apprezzabili ma ci dicessero cosa devono fare. Gli Elkann sono agnellini. Con quale criterio nominano direttori Repubblica e La Stampa? Solo potere. Il pubblico editoriale non c’entra niente. Infatti hanno nominato i direttori indipendentemente da quello, da Molinari a Giannini. Saremo tenuti sempre più fuori da scelte internazionali”, ha concluso Michele Santoro, giornalista, conduttore e autore televisivo, nel corso dell’intervista condotta dal direttore di TPI Giulio Gambino al TPI Fest di Sabaudia.

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