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Meloni: “Niente rimpasto né voto anticipato. Noi testardamente occidentali. Se la crisi di Hormuz prosegue, sospendere il Patto di Stabilità”

Immagine di copertina
Credit: AGF

Ecco cosa ha detto la premier nel suo primo intervento in parlamento dopo la sconfitta al referendum

“Il Governo c’è, resterà in carica fino alla fine del suo mandato: non c’è alcuna intenzione di fare un rimpasto né di andare a elezioni anticipate”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni oggi, giovedì 9 aprile, nella sua informativa al parlamento sull’azione del Governo: un intervento particolarmente atteso, a poco più di due settimane dal referendum che ha bocciato la riforma della magistratura varata dall’esecutivo e nel pieno della crisi in Medio Oriente che rischia di scatenare una crisi economica globale.

Se la chiusura dello Stretto di Hormuz non si sbloccasse, dice la premier, l’Unione europea dovrebbe “ragionare sulla possibilità di una sospensione temporanea del Patto di Stabilità”. E di fronte alle “difficoltà” nei rapporti tra Europa e Stati Uniti, Meloni dice: “Siamo testardamente occidentali”, ma senza rinunciare a “dire quando non si è d’accordo” con gli Usa.

Il referendum e il futuro del governo

“Non voglio esimermi da una breve riflessione sull’Italia consegnata dal voto del referendum sulla giustizia, un’Italia che ha visto una grande partecipazione popolare al voto e una altrettanto grande polarizzazione”, afferma Meloni all’inizio del suo discorso. “Noi rispettiamo sempre il giudizio degli italiani, qualunque esso sia, anche quando non coincide con le nostre opinioni e aspettative”.

“Rimane il rammarico di aver perso un’occasione storica per allineare l’Italia agli standard europei”, prosegue la presidente del Consiglio. “Auspico che il cantiere di quella riforma non venga abbandonato. Non certo contro la magistratura ma a favore di una magistratura libera dai condizionamenti politici e ideologici”.

“Si continua a parlare di dimissioni imminenti nel governo, di rimpasti, fase due, tre o quattro, di ripartenza: alchimie di palazzo care ad altri partiti, un mondo distante anni luce da noi. Non c’è alcuna ripartenza da fare, posto che il Governo non si è mai fermato”, assicura la premier. “Non servono nuove linee programmatiche, perché le nostre sono da sempre scritte nel programma di governo”.

Non c’è alcuna intenzione di fare un rimpasto perché, con tutti i limiti che abbiamo, nonostante si sia trovato a gestire la peggior congiuntura degli ultimi decenni, ha restituito all’Italia stabilità politica, credibilità internazionale, serietà nella gestione delle risorse e fondamentali economici decisamente migliori del passato”.

“Probabilmente – osserva Meloni – sarebbe convenuto sul piano tattico invocare le elezioni per giocare sull’effetto sorpresa e sulla divisione delle forze d’opposizione, ma questo è lo scenario che l’opposizione teme di più, tanto che attacca il Governo ma non ne invoca le dimissioni. Non temete, ci siamo presi l’impegno di governare per cinque anni ed è esattamente quello che faremo”.

“Gli italiani – aggiunge – sappiano che il Governo c’è, nel pieno delle sue funzioni determinato a fare del suo meglio, ancora meglio, fino all’ultimo giorno del suo mandato. Non scapperemo, non indietreggeremo, non ci metteremo al riparo facendo pagare ai cittadini i soliti giochi di palazzo: governeremo come fanno le persone serie in pace con la propria coscienza”.

“Lo scenario” internazionale, sottolinea la premier, “non consente più a nessuno di cavarsela dicendo è tutta colpa della Meloni, finanche l’aumento del prezzo mondiale del petrolio”. “Siamo troppo responsabili per far ripiombare l’Italia nell’incertezza nel bel mezzo di questo scenario”.

Poi la presidente del Consiglio affronta brevemente il tema delle dimissioni che lei stessa ha chiesto alla ministra Santanchè, al sottosegretario Delmastro e alla capo di gabinetto Bartoluzzi. “Nei giorni scorsi – spiega – ho chiesto un passo indietro ad alcuni esponenti del governo che pure avevano lavorato bene. Non sono state scelte semplici né indolori. Ma non abbiamo tempo da perdere in polemiche infinite e pretestuose“.

La crisi in Medio Oriente

“La collocazione internazionale dell’Italia non l’ha inventata questo governo, ma è la stessa da circa 80 anni a questa parte”, sottolinea Meloni. “Lo dico per rispondere già prima che vada in scena l’ormai scontato ritornello sulla subalternità della sottoscritta al presidente americano Trump o quello ancora più scontato dal titolo ‘la Meloni scelga tra Trump e l’Europa”.

“La posizione dell’Italia sulla crisi iraniana è stata esattamente la stessa dei principali Paesi europei“, afferma la presidente del Consiglio. “Allora mi chiedo se quando si dice che dobbiamo stare con l’Europa si intenda che dobbiamo stare davvero con l’Europa o che dobbiamo stare con la sinistra europea anche quando questo significa dividere l’Europa”.

“In Iran siamo – prosegue – arrivato a un passo da punto di non ritorno ma ora abbiamo una prospettiva di pace che va perseguita con determinazione. Condanniamo con fermezza qualsiasi forma di violazione del cessate il fuoco. Chiediamo la cessazione permanente delle ostilità, cessazione degli attacchi verso i Paesi del Golfo, cessazione delle operazioni militari in Libano, cessazione del programma nucleare iraniano e delle minacce dell’Iran verso i Paesi vicini”.

Ma “se l’Iran dovesse ottenere la facoltà di applicare extra-dazi ai transiti nello Stretto di Hormuz questo potrebbe ancora portare a conseguenze economiche imponderabili“, avverte Meloni. “Siamo impegnati con trenta Paesi nella coalizione promossa dal Regno Unito per provare a costruire condizioni di sicurezza che consentano il pieno ripristino della libertà di navigazione”.

“Era nostra responsabilità intervenire sul costo del carburante: lo abbiamo fatto con un primo provvedimento che ha tagliato di 25 centesimi al litro il prezzo di diesel e benzina e ha introdotto un meccanismo anti-speculazione che sta funzionando”, prosegue la premier. “Lo abbiamo fatto, inizialmente, per venti giorni, in attesa degli sviluppi della crisi, e con il Consiglio dei ministri di venerdì scorso lo abbiamo rifinanziato e prorogato fino al primo maggio. Una scelta che rivendico, anche alla luce delle novità di queste ore, e che moduleremo man mano che i negoziati di pace andranno avanti e ci daranno una prospettiva temporale chiara degli interventi richiesti”.

“L’Italia rimane pronta ad attivare ogni possibile misura per prevenire possibili comportamenti speculativi, compresi, se necessari, ulteriori interventi sui profitti delle società energetiche”.

“Se ci sarà una nuova recrudescenza” del conflitto, aggiunge, “dovremo porci seriamente il tema di una risposta europea non dissimile per approccio e strumenti da quella messa in campo per la pandemia. In quel caso riteniamo che non dovrebbe e essere un tabù ragionare sulla possibile sospensione temporanea del Patto di Stabilità e Crescita: non una deroga per singolo Stato membro ma un provvedimento generalizzato”.

Il rapporto tra Europa e Usa

Per la premier, è “innegabile che stiamo vivendo un momento di difficoltà nei rapporti tra Europa e Stati Uniti, ma è altrettanto innegabile che l’attuale Amministrazione americana ha accelerato un percorso che era stato ampiamente annunciato dalle amministrazioni precedenti, democratiche e repubblicano: distogliere lo sguardo dall’Europa per concentrarsi sulla competizione con la Cina. Una traiettoria chiara che le leadership europee del passato hanno colpevolmente preferito non cogliere”.

“Continuo a credere nella necessità di tenere unito l’Occidente”, dice Meloni. “Mi verrebbe da dire, prendendo a prestito una frase cara all’onorevole Schlein, che noi siamo testardamente unitari. E se può permettersi di esserlo lei rispetto alle variopinte forze politiche che compongono il campo largo, potrò ben permettermelo io rispetto a Europa e Stati Uniti, che stanno insieme da molto molto tempo. Siamo testardamente occidentali“.

“Ma ovviamente per stare insieme bisogna essere in due”, prosegue la premier: “Per questo, nel rapporto con gli Usa dobbiamo essere chiari e lavorare per tenere insieme le due sponde dell’Atlantico, rafforzare una Nato in cui l’Europa si assuma le proprie responsabilità. Ma dall’altra parte bisogna anche dire quando non si è d’accordo, come abbiamo fatto nel caso dei dazi o quando abbiamo difeso l’onore dei nostri soldati in Afghanistan, come abbiamo fatto sulla Groenlandia, sulla guerra in Ucraina e sulla guerra all’Iran, vedi il caso di Sigonella”.

Lavoro, immigrazione, sicurezza

Verso la fine del suo intervento, Meloni affronta anche alcuni nodi di politica interna. “L’onorevole Schlein dice che è aumentata la precarietà, ma è una menzogna. Da quando è in carica questo governo è aumentato il lavoro stabile ed è diminuita la precarietà. Lo dice l’Istat. Che dice anche che i salari sono aumentati più dell’inflazione. Sono segnali, anche se c’è molto da fare, come sull’occupazione femminile e sul lavoro povero. Abbiamo combattuto come nessun altro l’evasione fiscale”.

Poi la questione immigrazione. “Grazie all’Italia – sostiene la premier – è cambiato l’approccio dell’Europa al fenomeno dei flussi migratori. Ora è necessario rendere strutturale questo approccio, anche con il blocco navale”.

“Sulla sicurezza” Meloni fa una parziale autocritica: “Molti – dice – si aspettavano di più da questo governo”, ma la premier elenca una lunga serie di decreti e provvedimenti che, a suo dire, hanno contribuito a rafforzare il contrasto alla criminalità.

Infine, dopo le polemiche suscitate per il caso Delmastro e per la foto che ritrae la stessa premier con un pentito del clan Senese, Meloni dice: “Mi permetto di chiedere alla commissione parlamentare antimafia di occuparsi dei tentativi di infiltrazioni della criminalità organizzata nei partiti, compreso FdI. Mentre alcuni usano il tema per propaganda, a me interessa costruire gli anticorpi su un tema che ci riguarda tutti. E non accetto che i miei sacrifici possano essere usati per interessi di quelli che combatto dal 19 luglio del 1992 e non accetto lezioni su questo tema”.

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