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Home » Politica

Chi è Maurizio Fugatti, il nuovo presidente della Provincia autonoma di Trento

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Eletto per la terza volta deputato della Lega alle elezioni politiche di marzo 2018, è sottosegretario alla Salute del governo Conte

Deputato per tre legislature nella Lega e sottosegretario al ministero della Salute: Maurizio Fugatti è il nuovo presidente della provincia autonoma di Trento. La sua elezione, con il 46,74 per cento delle preferenze, mette fine a 20 anni di governo delle forze autonomiste di centrosinistra in Trentino.

Fugatti è nato nel 1972 a Bussolengo, in provincia di Verona, ma ha vissuto nella provincia di Trento, ad Avio. Si è laureato in scienze politiche all’Alma Mater di Bologna ed è un commercialista.

Nel 2005 è diventato segretario regionale della Lega Nord  in Trentino, dando così inizio alla sua carriera politica. L’anno successivo viene eletto per la prima volta deputato nella circoscrizione Trentino-Alto Adige.

Viene poi rieletto, sempre nelle liste della Lega Nord, nel 2008. In quello stesso anno si candida anche alle elezioni provinciali di Trento: ottiene 2.748 preferenze e un seggio come consigliere provinciale, ma si dimette dalla carica dopo poche settimane.

Si ricandida nel 2013 alle elezioni politiche come capolista della Lega Nord, ma non viene rieletto. Sempre nel 2013 il partito lo sceglie come suo candidato alla presidenza della provincia, sostenuto anche dai Cattolici europei uniti.

Fugatti ottiene il 6,6 per cento delle preferenze, circa 16 mila voti, arrivando terzo e conquistandosi un posto nel consiglio provinciale. In quell’occasione, Forza Italia e Fratelli d’Italia avevano schierato ognuno un proprio candidato.

Fino al 2018 rimane consigliere provinciale: il 10 aprile si dimette perché viene rieletto alla Camera, per la terza volta.

Come deputato della Lega, siede tra i banchi della maggioranza e il 13 giugno è stato nominato sottosegretario alla Salute.

Come nel 2013, la Lega sceglie di candidarlo alla presidenza della provincia di Trento, ma questa volta Fugatti ottiene il sostegno di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Unione di centro, diventando il candidato di tutto il centrodestra.

Le sue liste ottengono il 46,74 per cento dei voti (la Lega da sola il 27%), oltre 20 punti percentuali in più dello sfidante del Pd, Giorgio Tonini. Il presidente uscente Ugo Rossi, che nel 2013 era il candidato unico del centrosinistra, arriva terzo con il 12,42 per cento.

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