Manovra economica news, Conte: “Puntiamo alla crescita”

Tutte le ultime notizie sui lavori in vista della Nota di aggiornamento al Def

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 24 Set. 2019 alle 07:18 Aggiornato il 24 Set. 2019 alle 18:17
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Immagine di copertina
Il premier Giuseppe Conte. Credit: Gabriele Maricchiolo/NurPhoto/AFP

Manovra economica news: le ultime notizie di oggi martedì 24 settembre 2019

Lavori in corso sulla manovra economica. Entro venerdì 27 settembre il Governo Conte bis deve presentare la Nota di aggiornamento al Def (NaDef), passaggio fondamentale nell’iter verso la Legge di Bilancio 2020. I temi principali sul tavolo sono: stop all’aumento dell’Iva, taglio del cuneo fiscale, salario minimo, asili nido gratis e nuove misure per l’Ambiente. Di seguito tutte le ultime news aggiornate in tempo reale di oggi, martedì 24 settembre.

Manovra economica news: notizie in diretta LIVE

Di seguito le ultime notizie in tempo reale sulla manovra economica del Governo Conte bis.

Conte: “Una manovra per la crescita”

Il premier Giuseppe Conte assicura che la prossima sarà una manovra economica improntata a una “politica di crescita”. “È nell’interesse di tutti in Europa, non solo dell’Italia, impostare una manovra che sfrutti tutte le pieghe normative per realizzare una politica di crescita, pur nel rispetto delle norme”, ha spiegato Conte da New York, dove si trova per l’Assemblea generale dell’Onu. “La crescita è strategica, la stabilità è una premessa”, ha sottolineato il premier.

In precedenza Conte era tornato sulla polemica per la tassa sulle merendine, assicurando che il Governo non intende aumentare la pressione fiscale. “Il nostro intento non è creare nuove forme di tassazione”, ha chiarito Conte intervistato da SkyTg24. “Dietro sollecitazione ho detto che potremo valutare anche questa possibilità, ma non c’è nulla di definito. Il sistema produttivo deve essere spinto e incentivato a orientarsi verso un’attività produttiva ecosostenibile, ecocompatibile, quindi il meccanismo delle penalizzazioni non è quello da me preferito”.

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Il viceministro Misiano: “Nel 2019 deficit al 2% del Pil”

La manovra correttiva da oltre 7,6 miliardi varata a luglio per evitare la procedura d’infrazione Ue “riporta l’indebitamento netto dal 2,4 per cento del Pil, quantificato dal Def 2019, al 2 per cento, con cui con tutta probabilità chiuderemo l’anno in corso”. Lo ha detto nell’Aula della Camera il viceministro dell’Economia Antonio Misiani in replica sul Ddl rendiconto e Assestamento.

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Il Governo si aspetta che la manovra economica produca un impatto sulla crescita pari a circa lo 0,3 per cento del Pil. Secondo quanto riferisce Il Sole 24 Ore nell’edizione di oggi, nella Nota di aggiornamento al Def sarà indicata per l’anno venturo una crescita dello 0,5/0,6 per cento, a fronte dello 0,3/0,4 per cento stimato per il 2018. La prossima Legge di Bilancio dovrebbe essere imperniata principalmente sul taglio del cuneo fiscale. Per il resto, lo stop all’aumento dell’Iva, che vale 23 miliardi di euro, dovrebbe assorbire circa i due terzi della manovra.

Intanto, bisogna fare i conti anche con la revisione delle stime sul debito pubblico da parte della Banca d’Italia. Palazzo Koch ha rivisto al rialzo il rapporto tra debito e Pil dal 132,2 per cento al 134,8. La revisione è dovuta principalmente al fatto che i Buoni fruttiferi postali sono conteggiati non più in carico alla Cassa Depositi e Prestiti (Cdp), ma al Ministero dell’Economia.

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Manovra economica, Renzi: “Non usiamo il clima per fare cassa”

Chi vuole dare una mano sul Family Act, sul Piano Verde (ok investire nell’ambiente ma senza aumentare le tasse: non possiamo usare la scusa del clima per fare cassa), sulle idee per il futuro è il benvenuto”. Lo scrive Matteo Renzi, leader di Italia Viva, nella sua newsletter Enews.

Draghi: “Servono riforme strutturali”

“In vista del rallentamento dell’economia e dei rischi al ribasso, i governi della zona Euro che hanno spazio nei bilanci dovrebbero agire con tempestività e quelli con alti debiti perseguire politiche prudenti e rispettare gli obiettivi Ue”. Lo ha detto Mario Draghi, presidente della Bce uscente, nel suo discorso di commiato davanti al Parlamento europeo. Draghi ha auspicato importanti “riforme strutturali”, dalla giustizia all’istruzione e alla ricerca. La politica monetaria, comunque, ha precisato, “continuerà ad agire”.

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