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L’ennesimo regalo ai signori del casello: così il governo con la scusa del Covid favorisce Benetton & Co.

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Con la scusa del Covid il Governo rimanda al 2022 l’adeguamento dei pedaggi agli investimenti fatti.E proroga le concessioni per le aree di servizio. Mentre la corte dei conti indaga per un danno da 7,3 miliardi. L'inchiesta sul sesto numero del settimanale The Post Internazionale - TPI, in edicola da venerdì 22 ottobre

Apparentemente il fine è nobile: «contenere gli effetti economici» del Covid e «salvaguardare i livelli occupazionali». Ma non fatevi ingannare, è l’ennesimo regalo ai signori del casello. A partire dai Benetton, che non regnano solo sulle autostrade ma anche su oltre 200 «servizi di ristoro». I famosi Autogrill, avete presente? Eccoli: sono tutti controllati da Schematrentaquattro SpA, società posseduta al 100% da Edizione Srl, la finanziaria di famiglia. E beneficeranno, senza gara, di una proroga di due anni della concessione.

Il regalo, nero su bianco, sta all’articolo 2 del decreto 121 del 10 settembre, «Disposizioni urgenti in materia di investimenti e sicurezza nel settore delle infrastrutture autostradali», che in questi giorni è all’esame della Camera per la conversione in legge. Con un tempismo imbarazzante: un mese fa la Commissione Europea ha ufficialmente messo in mora l’Italia, già condannata nel 2019 dalla Corte di giustizia Ue, per aver prorogato senza gara, e fino al 2046, la concessione alla Sat, la Società autostrada tirrenica, nonostante abbia realizzato solo 56 dei 242 km promessi. A controllare il 99 per cento di Sat è la società Autostrade per l’Italia (Aspi). Quella del ponte Morandi? Esatto. E di cui i Benetton controllano il 30,25% della controllante Atlantia.

Non è l’unico regalo ai concessionari previsto da Enrico Giovannini, il ministro per le Infrastrutture e la mobilità sostenibili. C’è un’altra bella proroga fino al 31 dicembre per l’adeguamento dei Pef, i piani economico-finanziari, al nuovo regolamento sulla gestione e sulle tariffe delle autostrade entrato in vigore il 1° gennaio 2020…
Continua a leggere l’articolo sul settimanale The Post Internazionale-TPI: clicca qui

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