Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 22:22
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Politica

Nuvola Usa sul Pnrr italiano: il Governo “consegna” il Cloud di Stato alle Big Tech

Immagine di copertina
Credit: Emanuele Fucecchi/TPI

Come anticipato da TPI, per partecipare alla gara sul Cloud di Stato, il Governo impone alle cordate italiane di servirsi di tecnologie in possesso delle Big Tech americane: un duro colpo alla sovranità europea. L'inchiesta sul nuovo numero di TPI - The Post Internaziionale

Sembra a tratti una brochure pubblicitaria di Google e Microsoft, ma tant’è: questo è il piano per il Polo Strategico Nazionale (Psn), l’architrave della migrazione al Cloud delle pubbliche amministrazioni italiane. Il progetto della cordata Tim-Leonardo-Sogei-Cdp, che ha vinto la selezione bandita nel dicembre scorso dal ministero della Transizione digitale, è stato finalmente reso pubblico. E ora costituirà la base di una gara che, per la verità, si annuncia assai poco competitiva. Il percorso è apparso infatti sin dal principio guidato verso un esito precostitutito.

La scadenza per la presentazione di proposte alternative è il 16 marzo, ma queste dovranno comunque essere basate sul modello presentato da Tim-Leonardo-Sogei-Cdp. Per esempio, tra i vincoli che dovranno rispettare c’è il coinvolgimento di «almeno tre hyperscalers». Come TPI aveva intuito sin dal suo primo numero, l’obiettivo del Ministero è stato sin dall’inizio coinvolgere nella migrazione al Cloud della Pubblica amministrazione italiana i grandi provider statunitensi. Adesso che il piano è stato pubblicato, i convitati di pietra hanno finalmente nome e cognome: sono Google, Microsoft e Oracle. Appartengono a loro le tecnologie che stanno dietro la cordata Tim-Leonardo-Sogei-Cdp. E, salvo sorprese che nessuno si aspetta, saranno loro a supportare questo grande, ricco e strategico cambiamento delle pubbliche amministrazioni. Sia pure per interposta persona. Le amministrazioni pubbliche europee sono ormai obbligate a mettere al sicuro i dati più critici da possibili incursioni delle autorità Usa, dopo che queste si sono riservate un potere extraterritoriale sui loro giganti tecnologici. Questi ultimi, che monopolizzano l’economia digitale, sono tenuti…
Continua a leggere l’articolo sul settimanale The Post Internazionale-TPI: clicca qui

Ti potrebbe interessare
Politica / Sardegna, terminato lo scrutinio: per Todde 1.600 voti di vantaggio
Opinioni / I populisti cavalcano il malessere delle persone, ma non hanno soluzioni. Ecco come fermarli (di N. Zingaretti)
Politica / L’annuncio di Meloni: “Chico Forti sarà trasferito in Italia”
Ti potrebbe interessare
Politica / Sardegna, terminato lo scrutinio: per Todde 1.600 voti di vantaggio
Opinioni / I populisti cavalcano il malessere delle persone, ma non hanno soluzioni. Ecco come fermarli (di N. Zingaretti)
Politica / L’annuncio di Meloni: “Chico Forti sarà trasferito in Italia”
Politica / Vannacci: “In tv troppi gay, cerco di orientare le mie figlie verso l’eterosessualità”
Politica / Scuola, percorsi differenziati per gli alunni stranieri: il piano di Valditara scatena le polemiche
Politica / Veronica Lario: “Miliardaria? Il Tribunale mi ha tolto tutto. Io passata da velina ingrata”
Politica / Scontri a Pisa, Piantedosi: “Le cariche fatte per garantire l’incolumità degli agenti. Corteo violava la legge”
Politica / Schlein: “Meloni si può battere, ora vogliamo l’Abruzzo”
Opinioni / Il voto in Sardegna non è solo una questione locale
Politica / L’Antifrode Ue ora indaga sulle cooperative della moglie e della suocera di Soumahoro