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F35 italiani, Guerini: “Andiamo avanti, è un bisogno oggettivo”

Immagine di copertina
Un aereo modello F35 (Credits: MADS CLAUS RASMUSSEN / RITZAU SCANPIX /AFP)

Scattano le proteste dei pacifisti, che sottolineano anche l'enorme costo dell'operazione con gli Usa

F35 italiani, Guerini: “Andiamo avanti, è un bisogno oggettivo”

Il governo Conte bis non sembra avere intenzione di tirarsi indietro sull’acquisto degli aerei F35 dagli Usa. Rinnovare la flotta aerea italiana “è un bisogno oggettivo e non rinviabile”, ha affermato il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini. Al dibattito sugli F35 italiani, il ministro dice di guardare con attenzione e rispetto.

F35: perché se ne parla tanto in Italia, qual è il loro costo e a cosa servono

Il piano di acquisto degli F35 sarebbe ancora in via definizione da parte del ministero della Difesa. In particolare, da definire è il quantitativo di nuovi F35 da acquistare per il prossimo triennio. Il premier Giuseppe Conte si è detto “d’accordo” con il M5s sulla “rinegoziazione” degli impegni di acquisto con gli Stati Uniti. Ma il M5S, per ora, si tiene lontano dal caso. “E’ una vicenda che riguarda Conte, che chiarirà”, spiegano dal Movimento sottolineando come, sugli F35, il premier sia venuto incontro alle richieste di Luigi Di Maio, ovvero quella di rinegoziare il programma.

Ma come? L’acquisto dei 90 velivoli già programmato può essere interrotto solo pagando salate penali. Difficile, quindi, concretizzarlo, innescando peraltro una possibile reazione degli Usa nel bel mezzo della guerra di dazi messa in campo da Trump. E, forse non a caso, un ortodosso come il senatore Stefano Lucidi, sulla vicenda ammette: “Io sono sempre stato contro gli F35 ma quando sei al governo devi accettare compromessi”.

L’adesione dell’Italia al programma per l’acquisto dei caccia, risalente al 1998, era però già stata rivista nel 2012 e l’impegno del governo con l’amministrazione Usa è passato da 131 velivoli a 90. Lo scorso maggio l’allora ministro della Difesa Elisabetta Trenta ha parlato di 28 aerei già comprati e in consegna entro il 2022, che si sommano agli altri 13 acquistati in passato. Per il prossimo triennio sarebbe però ancora da definire il quantitativo dei nuovi acquisti, una decisione che spetterebbe al ministero della Difesa e sarebbe in via di definizione.

“Ho il compito di assumere decisioni che, nell’interesse nazionale, rispondano ad alcuni punti fermi. Ho la responsabilità di assicurare efficacia ed efficienza dello strumento militare con numeri – in termini di uomini e mezzi – che soddisfino l’esigenza operativa. E posso assicurare che la partecipazione dell’Italia al programma F35 risponde a questi obiettivi ed è dettata da queste necessità”, ha detto Guerini, in un’intervista al Corriere della Sera.

Contribuire al programma F35 – aggiunge Guerini – “è un segno tangibile della nostra affidabilità. Senza trascurare il ritorno anche in termini economici”.

F35, la protesta dei pacifisti

Intanto, “dopo le rivelazioni di stampa secondo cui il Presidente Conte avrebbe confermato agli Usa l’acquisto di tutti gli aerei, la mobilitazione contro i cacciabombardieri del programma Joint Strike Fighter chiede a Governo e Parlamento di non cedere alle pressioni statunitensi”. Lo scrive in una nota la campagna “Stop F-35 – Taglia le Ali alle Armi”, promossa da Sbilanciamoci, Rete della pace e Rete Disarmo, che esprime la sua “forte preoccupazione per le notizie di queste ore”.

Secondo le associazioni “è invece necessario andare a ridiscutere la partecipazione del nostro Paese a questo programma di armamento dal costo miliardario e con gravi problematiche tecniche, strategiche e produttive”.

“Chiediamo al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte di esprimere chiaramente e definitivamente la posizione del Governo sugli F35 italiani”, proseguono i promotori della campagna, secondo cui “se sommiamo velivoli già ultimati e consegnati, quelli in corso di costruzione e quelli per i quali si è già firmato un primo contratto di pre-produzione siamo già ora a quota 28 aerei confermati e da pagare integralmente (circa 4 miliardi di spesa)”.

“L’Italia dovrebbe acquisirne in tutto 90: se il Governo cedesse alle richieste Usa ne dovremmo così comprare altri 62, con un esborso ulteriore di oltre 10 miliardi di euro. Un’ipotesi che la nostra Campagna – affermano – respinge e critica con forza”. La Campagna “Stop F-35” ribadisce dunque la propria richiesta di un “blocco immediato e completo del programma”.

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