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    Letta: “Salvini vuole cancellare il ddl Zan ma i numeri in parlamento ci sono”

    Di Andrea Lanzetta
    Pubblicato il 26 Giu. 2021 alle 12:31 Aggiornato il 26 Giu. 2021 alle 12:40

    La Lega di Matteo Salvini non si è mostrata interessata a cambiare né a migliorare il Ddl Zan, ma vuole solo “cancellarlo e affossarlo”. L’accusa arriva dal segretario del Partito Democratico, Enrico Letta, che si dice comunque convinto che in Parlamento ci siano “i numeri” per approvare il disegno di legge contro la omotransfobia e la misoginia presentato dal deputato del Pd, Alessandro Zan.

    “Ho visto che (Salvini – ndr) mi ha mandato un messaggio: risponderò perché non mi sottraggo”, ha dichiarato l’ex Presidente del Consiglio in un’intervista a Sky TG24 Live In Firenze, in cui ha toccato vari temi scottanti per governo e maggioranza. “La Lega finora ha fatto solo gesti finalizzati non al cambiamento o al miglioramento del Ddl Zan, ma per cancellarlo e affossarlo. Non è un dialogo semplice”. Ad ogni modo, Enrico Letta è convinto che la proposta possa passare nonostante le resistenze. “I numeri in Parlamento ci sono. Ci sono stati nel primo passaggio e ci sono nel secondo. Andiamo in Parlamento e vediamo”.

    Indirettamente, l’ex premier ha ammesso anche altre frizioni con il Carroccio di Salvini: in particolare sul tema del conferimento della cittadinanza italianaallo studente dell’università di Bologna, Patrick Zaky, detenuto senza processo in Egitto da oltre 500 giorni. La scorsa settimana, il leader della Lega aveva accusato Letta di fare solo “spot” sul caso, dicendosi contrario alla proposta presentata in Parlamento da Pd e Movimento Cinque Stelle. “Quella di Patrick Zaky è una vicenda drammatica e da qui mando un messaggio di solidarietà alla famiglia”, ha affermato Enrico Letta. “Va fatto tutto ciò che è necessario. Bisogna che l’iter per la cittadinanza italiana sia completato”.

    Restando sul tema della difesa dei diritti civili, l’ex Presidente del Consiglio è intervenuto anche sulla decisione degli Azzurri di non inginocchiarsi contro il razzismo durante le partite di Euro 2020. “Mi aspetto di vedere una bella partita”, ha detto Letta in attesa della sfida agli ottavi di finale tra Italia e Austria. “Siamo tutti a fare il tifo. (Sulla questione dell’inginocchiarsi contro il razzismo – ndr) è ben noto come la penso, però esiste la libertà. Vedremo stasera quale sarà la scelta che faranno i nostri giocatori”.

    Malgrado i distinguo, il segretario del Pd non ha comunque intenzione di “rompere” né con il Carroccio di Salvini né con altri partner della maggioranza. “La priorità è che questo governo duri altri due anni, cioè fino alla fine della legislatura”, ha rimarcato Letta. “Abbiamo avuto 7 governi in 10 anni: è il segno di una democrazia malata. Il nostro interesse è avere un governo forte in Europa e che usi bene i fondi” destinati al Paese dal Recovery fund.

    Un governo in carica fino a fine legislatura presupporrebbe però una permanenza a Palazzo Chigi dell’attuale Presidente del Consiglio, Mario Draghi. “Non ci dobbiamo mettere a fare giochi politici, chi dice ‘Draghi al Colle‘ lo fa per giochi politici, come Giorgia Meloni. Il governo lavori fino a fine legislatura: occupiamoci solo di ciò che questo governo deve fare per gli italiani”, ha dichiarato Letta. “Io dico secondo me qual è la priorità: questo governo duri due anni, anche perché significa recuperare una situazione abnorme. Del Quirinale parliamo dopo Natale”.

    Tornando ai rapporti interni alla coalizione che sostiene Draghi, l’ex premier ha speso parole distensive anche per Matteo Renzi. “I rapporti sono buoni: abbiamo fatto tutti insieme le primarie. Sono state un’occasione non solo per scegliere i candidati, ma anche per segnare il protagonismo di personalità importanti di altri partiti, come nel caso di Bologna, dove Isabella Conti proposta da Renzi ha fatto una bella corsa”, ha ricordato Letta.

    Il segretario dem ha però voluto sottolineare soprattutto l’importanza di affrontare le tematiche più urgenti per gli italiani, a partire dal lavoro, proprio nel giorno in cui a Torino, Firenze e Bari sono previste tre manifestazioni unitarie di Cgil, Cisl, Uil. “Oggi è una giornata complessa, importante per il mondo del lavoro, i sindacati sono nelle piazze italiane e noi siamo molto attenti alle questioni del lavoro, perché si dia ascolto a questa richiesta molto forte di attenzione, in particolare nel passaggio dovuto alla fine del blocco dei licenziamenti“, ha ribadito l’ex premier.

    “La nostra proposta va verso la selettività: ci sono settori in cui è importante che la protezione rimanga, penso al tessile o alle crisi industriali in corso, mentre in altri non avrebbe senso continuare. Penso all’edilizia dove, grazie all’ecobonus, le cose vanno bene”, ha concluso Letta. “Quindi dobbiamo dare risposte, ascoltare i lavoratori e far evolvere la situazione rispetto al tema dei troppi licenziamenti, stando molto attenti alla giusta esigenza di far ripartire l’economia e alle altrettanto importanti urgenze di protezione dei settori in difficoltà o in crisi. Abbiamo detto qual è la nostra idea e chiediamo al governo di portarla avanti”.

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