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    “Ddl Zan? Chiamiamolo Ddl Carrà e approviamolo subito”, la proposta dai social

    L'iniziativa lanciata dallo sceneggiatore Enrico Cibelli raccolta subito dal cantante Ermal Meta

    Di Marco Nepi
    Pubblicato il 6 Lug. 2021 alle 13:56 Aggiornato il 6 Lug. 2021 alle 14:03

    Ribattezzare Ddl Carrà il Disegno di legge contro l’omotransfobia, che oggi prende il nome dal relatore Alessandro Zan. È la proposta lanciata sui social dallo sceneggiatore Enrico Cibelli e che già raccolto tantissime adesioni online.

    “Direi di chiamarlo Ddl Carrà, approvarlo e fine del discorso”, scrive Cibelli su Twitter. Un’iniziativa raccolta subito da moltissime persone, compresi personaggi del mondo dello spettacolo, come Ermal Meta che si dice “totalmente d’accordo”.

    La proposta arriva a poche ore dalla scomparsa della regina della televisione italiana Raffaella Carrà, considerata un’icona dalla comunità Lgbtq+ in Italia e proprio nel giorno in cui è cominciata al Senato la battaglia sul Ddl Zan, già approvato alla Camera con i voti di Partito Democratico, Movimento Cinque Stelle, Liberi e Uguali e Italia Viva.

    Ora, però, il partito di Matteo Renzi, dopo l’asse con la Lega di Matteo Salvini, rischia di affossare la legge a Palazzo Madama dove i numeri sono molto più risicati. Senza i 17 voti di Italia Viva infatti i favorevoli al Ddl sono circa 141 mentre i contrari arrivano a 135, una situazione che fa prevedere la mancata approvazione del testo così come passato alla Camera.

    Il Disegno di legge prevede di intervenire sui reati di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica o religiosa, attualmente previsti agli articoli 604-bis e 604-ter del Codice penale. In particolare, la proposta mira a estendere l’istigazione a delinquere e gli atti di violenza (non la propaganda, invece) alle manifestazioni d’odio fondate su omofobia o transfobia. In pratica, chi commette reati motivati da “stigma sessuale, in particolar modo nei confronti delle persone omosessuali e transessuali” rischierebbe fino a quattro anni di reclusione.

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