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Elezioni anticipate? Si chiude la finestra di settembre, voto possibile nel 2020

Di Donato De Sena
Pubblicato il 9 Lug. 2019 alle 16:23 Aggiornato il 9 Lug. 2019 alle 17:18
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Immagine di copertina

Data elezioni anticipate: si chiude la finestra di settembre, urne nel 2020

Non c’è quasi più tempo per votare nel 2019. In Italia eventuali elezioni politiche anticipate potrebbero con buona probabilità tenersi solo il prossimo anno, nel 2020. È quanto emerge dalle ultime indicazioni di M5S e Lega, i due partiti che sostengono il governo Conte, ma soprattutto dalle regole della Costituzione e dalla prassi costituzionale. L’articolo 61 della Carta stabilisce che “le elezioni delle nuove Camere hanno luogo entro 70 giorni dalla fine delle precedenti”. E ciò significa che per votare a settembre, un’ipotesi circolata con insistenza dopo lo straordinario successo della Lega alle Elezioni Europee del 26 maggio, ci sarebbe bisogno di uno scioglimento di Camera e Senato in tempi brevissimi, prima del 20 luglio.

Data elezioni anticipate, il nodo legge di Bilancio

Insomma, negli ultimi dieci giorni del mese si chiude quindi la finestra elettorale di settembre. Proprio mentre sia Matteo Salvini che Luigi Di Maio, i due big della maggioranza gialloverde, continuano a ripetere di voler governare insieme. Al di là delle frecciate e delle divergenze programmatiche i capi politici si mostrano intenzionati a tirare dritto oltre l’estate. E questo non è un dettaglio.

Oltre l’estate in caso di voto anticipato  non ci sarebbe più tempo per mettere mano al più atteso e delicato provvedimento: la legge di Bilancio. Lo stesso articolo 61 della Costituzione, che stabilisce che la prima riunione del Parlamento “ha luogo non oltre il 20esimo giorno dalle elezioni”, ci ricorda che l’insediamento delle Camere richiede tempo. E dopo settembre il calendario è fitto di appuntamenti che portano alla manovra economica di fine anno.

> Spadafora (M5S): “Salvini incita all’odio maschilista”, il vicepremier: “Che ci fa al governo con me? Si dimetta”

La road map verso la legge di Bilancio prevede entro il 27 settembre la presentazione della nota di aggiornamento al Def, il documento di programmazione economica e finanziaria già elaborato a inizio anno. Entro il 15 ottobre, poi, l’Italia dovrà, come tutti gli Stati membri Ue, inviare a Bruxelles i documenti programmatici di bilancio. Il 20 ottobre infine dovrà essere presentato il disegno di legge della Legge di Bilancio vera e propria. Una volta approvato il ddl dal Consiglio dei Ministri e poi portato in Parlamento, inizierà l’iter della discussione sulla legge di Bilancio che può durare fino alla fine dell’anno.

È impensabile ad oggi che il presidente della Repubblica accetti di lasciare il Paese senza timonieri per tornare ai seggi, per altro con una legge che non garantisce la governabilità.

Cosa dice la legge

Ma cosa dice la legge? La Costituzione all’articolo 88 chiarisce che indire le elezioni è uno dei poteri del Presidente della Repubblica, e il capo dello Stato può anche sciogliere le Camere o una sola di esse. Quando si verifica una crisi di governo, di solito dopo un voto di fiducia sfavorevole al governo, il Presidente della Repubblica emana un decreto che dichiara sciolte le Camere, che viene subito pubblicato sulla Gazzetta ufficiale.

In seguito si riunisce il Consiglio dei Ministri per approvare uno schema del decreto del capo dello Stato con il quale verrà fissata la data delle elezioni e la data per la prima seduta delle nuove Camere. Il decreto deve essere pubblicato sulla Gazzetta ufficiale “non oltre il 45esimo giorno antecedente quello della votazione”. Di conseguenza, il tempo minimo per fissare le elezioni politiche in Italia è di un mese e mezzo. Dal minimo di 45 al massimo di 70 giorni, indicato dalla Costituzione. Ma occorrono alcuni giorni dallo scioglimento delle Camere all’approvazione dello schema di decreto.

Data elezioni anticipate, la strategia

Ovviamente molto conta la strategia dei partiti e dei loro leader.  La Lega potrebbe preferire le elezioni a febbraio o marzo del 2020, evitando una crisi che potrebbe rivelarsi solo un modo per cambiare la maggioranza e la squadra di governo senza passare dalle urne. Il Movimento 5 Stelle ha comunque molto più da temere visto il dimezzamento dei consensi subito in poco più di un anno ed emerso con le Europee di fine maggio.

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