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Covid, in Liguria ieri 25 morti: “Ma 22 erano anziani e non indispensabili alla produttività del Paese”. Disse Giovanni Toti, governatore della seconda Regione più anziana d’Europa

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 1 Nov. 2020 alle 14:20 Aggiornato il 1 Nov. 2020 alle 16:25
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Immagine di copertina

Covid, Toti: “Anziani non indispensabili allo sforzo produttivo del Paese”

È bufera sul governatore della Liguria Giovanni Toti, il quale in un tweet ha scritto che i pazienti anziani morti per Covid non sono “indispensabili allo sforzo produttivo del Paese”. Il presidente ligure (qui il suo profilo), infatti, commentando gli ultimi dati inerenti ai decessi registrati nella sua Regione a causa del Coronavirus ha scritto: “Per quanto ci addolori ogni singola vittima del Covid-19, dobbiamo tenere conto di questo dato: solo ieri tra i 25 decessi della Liguria, 22 erano pazienti molto anziani. Persone per lo più in pensione, non indispensabili allo sforzo produttivo del Paese che vanno però tutelate”.

toti anziani

Dichiarazioni che hanno suscitato diverse polemiche dal momento che, oltretutto, la Liguria è la seconda Regione più anziana in Europa con il 28,5% della popolazione che ha più di 65 anni. Poco dopo, sempre sul profilo Twitter, del governatore è apparsa una nota dello staff in cui vi è stata una parziale rettifica: “Il senso di questo tweet, che appartiene a un ragionamento più ampio, è stato frainteso. I nostri anziani sono i più colpiti dal virus, sono persone spesso in pensione che possono restare di più a casa e essere tutelate di più”.

Giovanni Toti, dunque, ha provato ad articolare meglio il suo pensiero in un lungo post pubblicato sul suo profilo Facebook in cui ha scritto: “Non credo che il Paese possa permettersi un nuovo lockdown, così come sarebbe impossibile bloccare gli spostamenti tra regioni mentre l’Italia continua a lavorare e produrre. Bisogna smettere di agire sempre sulle stesse categorie. Le regole eccezionali non possono valere solo per chiudere, semmai ora devono servire a scardinare la burocrazia che ancora ci impedisce di affrontare questa emergenza. Parlo di regole che ci consentano di assumere a tempo indeterminato senza concorso, di prendere medici anche non specializzati, di assumere infermieri anche prima della fine del corso di studi”.

“C’è un altro tema che nessuno sembra voler affrontare e che potrebbe essere risolutivo: la maggior parte dei pazienti gravi nei nostri ospedali e purtroppo anche dei morti che piangiamo ogni giorno è composta da persone sopra i 75 anni – continua ancora Toti – E per quanto ci addolori ogni singola vittima, non possiamo non tenere conto di questo dato: solo ieri tra i 25 decessi della Liguria, 22 erano pazienti molto anziani. Sono proprio i nostri anziani i più colpiti dal virus e sono quelli che vanno tutelati di più: si tratta di persone spesso in pensione, che non sono indispensabili allo sforzo produttivo del Paese ma essendo più fragili vanno salvaguardate in ogni modo. Perché non si interviene su questa categoria? Proteggendo i nostri anziani di più e davvero, la pressione sugli ospedali e il numero dei decessi diventerebbero infinitamente minori. Sarebbe folle richiudere in casa tanti italiani per cui il Covid normalmente ha esiti lievi, bloccare la produzione del Paese, fermare la scuola e il futuro dei nostri giovani e non considerare alcun intervento su coloro che rischiano davvero. Speriamo ci sia saggezza stavolta e non demagogia”.

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