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    Covid, il governo prepara la stretta: verso lockdown di città e territori

    Tamponi Credits: ANSA
    Di Veronica Di Benedetto Montaccini
    Pubblicato il 31 Ott. 2020 alle 08:41 Aggiornato il 31 Ott. 2020 alle 08:43

    L’ipotesi del lockdown nelle grandi città si fa sempre più concreta. Una stretta che potrebbe arrivare già nel weekend, mentre secondo alcuni retroscena il Governo Conte starebbe anche pensando di anticipare il prossimo Dpcm, previsto per il 9 novembre, ai primi del mese “sfruttando” le festività. Nella lista dei centri a rischio ci sono Milano, Napoli, Roma, Torino e Bologna.

    C’è chi spinge alla prudenza all’interno del governo e chiede di fermare anche le scuole e sospendere le lezioni in presenza in tutta Italia, anche per elementari e medie. Giuseppe Conte è invece determinato ad attendere ancora qualche giorno, per poi procedere con un nuovo Dpcm tra l’8 e il 9 novembre.

    Ipotesi chiusura Milano già da lunedì

    A Montecitorio circola la notizia che già da lunedì l’Italia potrebbe trovarsi “come la Francia”, in un lockdown light. Fermare solo Milano non viene ritenuto sufficiente. Il governo tratta con il Pirellone e con il sindaco Sala per il blocco dell’area metropolitana dove ci sono migliaia di nuovi contagiati e ospedali in grave affanno, in alcuni casi a rischio collasso.

    La zona rossa con il divieto di spostamento per i cittadini e il blocco di tutte le attività ad esclusione di quelle essenziali, diventerebbe operativo già da lunedì. La stessa misura potrebbe essere presa anche in quelle altre città che mostrano un incremento di nuovi positivi rispetto ai tamponi effettuati e una saturazione dei posti disponibili nei nosocomi e nelle terapie intensive. Accade a Napoli, Bologna, Torino e Roma. Nella capitale i postivi nelle ultime 24 ore sono oltre 2.200, con un rapporto tra nuovi contagiati e tamponi dell’8,8  per cento. In Campania il governatore De Luca ha chiuso tutte le scuole, nidi compresi e la scelta ha innescato un duro scontro nel governo.

    Scenario 4

    Qualche giorno fa, alla Camera, il premier Giuseppe Conte aveva spiegato che l’Italia è nello scenario 3, il penultimo, che nel documento dell’Iss denominato “Prevenzione e risposta a Covid-19” prevede come misure di contenimento proprio quelle contenute nell’ultimo Dpcm. Che, adesso, potrebbe già non bastare più, tanto che l’esecutivo sta valutando di emanare un nuovo provvedimento, settimana prossima, con nuove restrizioni. Si attende per oggi pomeriggio il report settimanale dell’Iss: è probabile che il valore dell’indice di trasmissibilità (Rt) abbia già superato o superi presto la soglia dell’1,5 registrata la settimana scorsa. Sancendo l’ingresso dell’Italia nello scenario 4.

    Secondo l’Iss, un valore di Rt così elevato “potrebbe portare rapidamente a una numerosità di casi elevata e chiari segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali, senza la possibilità di tracciare l’origine dei nuovi casi”. In pratica, con l’aumento così vertiginoso dei nuovi contagi, salta totalmente il sistema del contact tracing – un allarme già lanciato nei giorni scorsi – e gli ospedali rischiano il sovraccarico, soprattutto per quanto riguarda i posti in terapia intensiva. L’Istituto superiore di sanità, dunque, per lo scenario 4 prevede “misure di contenimento molto aggressive”.

    Quali? Le decisioni finali del Governo dipenderanno da quanto durerà la nuova ondata e dal livello di rischio, ma si va verso la possibile chiusura delle attività commerciali a livello locale, nelle zone più colpite, come anche l’istituzione di zone rosse sempre su base territoriale. Escluso, al momento, un secondo lockdown generalizzato per le irrimediabili conseguenze sul sistema economico italiano.

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